Ucraina: quindici anni di carcere per trotskismo

Bogdan Syrotiuk, militante trotskista ucraino, è stato appena condannato dal tribunale di Pervomajsk a quindici anni di carcere. Eppure due anni di detenzione senza processo non hanno permesso all’SBU, il servizio di sicurezza ucraino, di provare ciò di cui lo accusava: essere stato un agente russo. E infatti, fin dall’inizio della «operazione militare speciale» di Putin nel 2022, Bogdan ha affermato e scritto che i lavoratori russi e ucraini dovevano unirsi contro questa guerra.

È proprio questa denuncia della propaganda nazionalista del regime di Kiev che oggi gli costa la condanna per «alto tradimento». Il regime di Zelensky ama essere presentato dai media e dai governanti occidentali come il paladino della democrazia e della civiltà nell’Europa orientale. Allora non tollera che si dimostri che non è così e che, sotto molti aspetti, il regime ucraino assomiglia all’odioso regime di Putin in Russia.

Così, nella loro propaganda patriottica, Zelensky e i suoi hanno trasformato in «eroi dell’Ucraina» i nazionalisti Bandera e Melnik, le cui bande armate, celebrate da Kiev, hanno massacrato numerosi ebrei e polacchi, oltre a russi e comunisti ucraini durante l’ultima guerra mondiale.

La legge ucraina vieta qualsiasi propaganda a favore delle «ideologie totalitarie». Ma il governo di Kiev si affida volentieri, nell’esercito, ai sedicenti eredi dei filonazisti degli anni ’40, mentre reprime senza pietà i sostenitori del socialismo, del comunismo e i difensori degli interessi della classe operaia contro i suoi sfruttatori.

Libertà per Bogdan Syrotiuk!

(Da “Lutte ouvrière” – 21 agosto 2026)