Con l’avvicinarsi delle prossime elezioni politiche i partiti di estrema destra si sfidano a colpi di dichiarazioni, una più odiosa dell’altra. Al potere da quattro anni e costretta ad adeguare la propria politica alle esigenze della grande borghesia, Meloni si sta dando da fare affinché il suo partito, Fratelli d’Italia, non ne paghi troppo caro il prezzo al prossimo scrutinio.
«È intollerabile, intollerabile che in una classe italiana i bambini italiani si sentano emarginati perché sono diventati una minoranza. Non è possibile», ha quindi osato affermare davanti all’assemblea dei giovani del suo partito, riunita domenica 20 settembre. Sulla scia di questa dichiarazione, ha annunciato un decreto per limitare al 30% il numero di alunni stranieri per classe, dalla scuola elementare al liceo, e per vietare l’uso del burqa a scuola. Meloni ha così anticipato il suo ministro dell’Istruzione, Valditara, membro della Lega, l’altro partito di estrema destra della coalizione di governo da lei guidata.
Naturalmente Salvini, leader della Lega e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, ha rincarato la dose. Lo stesso fine settimana, al raduno politico annuale del suo partito a Pontida, ha parlato davanti a uno striscione con la scritta «Lo straniero non passa». Alcune militanti di Nemesis, il collettivo francese di estrema destra pseudo-femminista, sono salite sul palco per mettere in guardia dal presunto pericolo islamista, dimenticando i femminicidi commessi da mariti, fidanzati o ex compagni italiani e buoni cattolici, per concentrarsi meglio sul potenziale aggressore, necessariamente migrante e molto probabilmente musulmano.
Ora un terzo protagonista è Roberto Vannacci, che alla testa del nuovo partito Futuro Nazionale vuole approfittare dello spazio apertosi alla destra di una Meloni che vorrebbe mostrarsi presentabile. Di fronte all’usura al potere di Fratelli d’Italia e della Lega, questo ex generale e ex leghista piace ai nostalgici di una Meloni apertamente neofascista. Chiedendo il rimpatrio degli stranieri non cristiani, con o senza documenti, Vannacci non addobba le sue proposte razziste con discorsi sulle libertà delle donne, ma si dichiara invece a favore del «patriarcato mediterraneo»: un vero e proprio programma!
Nelle scuole dei quartieri popolari, la realtà è ovviamente lontana mille miglia da ciò che questi demagoghi sostengono. Dei 931.000 alunni «stranieri» censiti dal governo, più di 600.000 sono in realtà nati in Italia e «parlano l’italiano tanto bene – o male – quanto tutti i bambini che iniziano la scuola!», spiega un’insegnante di una scuola elementare di un quartiere popolare di Torino. I sindacati degli insegnanti sottolineano inoltre che, piuttosto che pubblicare percentuali sulle origini dei bambini, bisognerebbe censire il numero di insegnanti che mancano nelle classi. Ma è proprio per non parlare delle scuole abbandonate, del sistema sanitario in agonia e del continuo deterioramento delle condizioni di vita che questi politici creano diversivi con le loro campagne razziste.
24 settembre 2026