Da quasi quattro mesi, a Melfi nella Basilicata i lavoratori di due aziende subappaltatrici sono accampati davanti allo stabilimento Stellantis (ex Fiat) per difendere il proprio posto di lavoro.
I lavoratori della PMC Automotive hanno montato le loro tende il 13 ottobre 2025. Qualche anno fa erano ancora dipendenti della Fiat. Trasferiti inizialmente in un edificio separato, sono diventati dipendenti di questa filiale, continuando ad assemblare componenti per la Fiat, diventata poi Stellantis. Poi quest'ultima ha interrotto gli ordini alla PMC, lasciando senza lavoro 95 lavoratori, oggi licenziati. All'inizio di novembre 2025, lo stesso processo è stato avviato per i 129 lavoratori della Tiberina, un'altra azienda subappaltatrice anch'essa nata dall'esternalizzazione di parte delle attività dello stabilimento Stellantis. Anche in questo caso, la fine degli ordini da parte di quest'ultima lascia a questi dipendenti solo la prospettiva della disoccupazione.
Più di 200 lavoratori sono quindi oggi vittime di questo processo. L'esternalizzazione delle attività è stata per Stellantis un modo per preparare licenziamenti di cui sostiene di non essere responsabile. Giustamente, i lavoratori di PMC e Tiberina rispondono che, poiché Stellantis ha creato il problema, lo deve risolvere reintegrandoli. Da parte loro, le confederazioni sindacali chiedono al governo di intervenire con un “piano industriale”, ovvero, in sostanza, con aiuti a Stellantis per consentirle di mantenere i posti di lavoro.
Anche i responsabili politici locali e nazionali si susseguono per fare promesse e soprattutto per mettersi in mostra, come ha fatto Carlo Calenda, leader del partito “Azione”, per chiedere che John Elkann, rappresentante della famiglia Agnelli, “si assuma le sue responsabilità”, o addirittura si lanci nella produzione bellica... Si sono tenuti anche diversi incontri presso il ministero del “Made in Italy” del governo di Giorgia Meloni, senza alcun risultato se non risposte dilatorie.
Solo il 19 febbraio, un accordo siglato al Ministero ha previsto il pagamento della cassa integrazione ai lavoratori PMC fino al... 30 aprile, a cui si è aggiunto un ricatto: affermando di non avere le disponibilità finanziarie, la ditta ha ottenuto che i lavoratori lasciassero uscire dalla fabbrica 12 robot che gli serviranno in qualche altro impianto. Probabilmente sarà un ricatto che cercherà di ripetere oltre il 30 aprile in cambio del prolungamento della cassa per qualche mese.
Alla Tiberina si profila un futuro simile a quelli della PMC. È scandaloso che la Stellantis possa continuare, con questo procedimento, a licenziare i suoi lavoratori uno dopo l'altro. Ma l'azienda ha accumulato miliardi di profitti grazie al lavoro di questi operai, e non si può accettare che questi ultimi siano ridotti in miseria. Dovrebbe essere costretta a pagare mantenendo i posti di lavoro e in ogni caso i mezzi di sussistenza, ovvero gli stipendi pieni!
A F