Dopo il massacro di Sydney, nel corso del quale sono state uccise 16 persone che partecipavano ad una festa ebraica, il Primo ministro israeliano, si è affrettato a denunciare il recente pronunciamento a favore della costituzione di uno Stato palestinese da parte del governo australiano, riconoscimento che avrebbe incoraggiato l’antisemitismo e quindi gli autori della strage.
Il disprezzo per la vita umana che hanno dimostrato i terroristi, probabilmente collegati all’Isis, è dello stesso tipo di quello mille e mille volte dimostrato dal governo israeliano nel fare strage di un intero popolo a Gaza, oppure di quello di cui ultimamente ha dato prova Trump che ha ordinato alla propria aviazione militare di distruggere varie imbarcazioni in acque internazionali, asserendo che si trattava di mezzi utilizzati per trasportare droga negli Stati Uniti, e uccidendo così, nel silenzio generale, 27 persone.
Il ministro degli Esteri italiano, Tajani ha sottolineato la necessità di “vigilanza e mobilitazione contro l’antisemitismo e l’odio razziale”. Come dargli torto? Ma allora perché non “vigila” contro i continui incitamenti all’odio razziale di Salvini e dei suoi luogotenenti, perché non eleva una protesta ufficiale contro Trump che ha definito gli immigrati somali “spazzatura”? Perché non gli si scaglia contro quando dice che in America si accolgono troppi immigrati che provengono da “Paesi di merda”? Perché non ha battuto ciglio di fronte al genocidio dei palestinesi, consumato dallo Stato israeliano? E perché non si “mobilita”, assieme al proprio governo, contro quella politica, messa in atto da Israele contro le migliaia di palestinesi detenuti nelle sue carceri, che il “Comitato delle Nazioni Unite contro la Tortura”, nel suo rapporto di fine novembre ha definito una “politica statale de facto basata sulla tortura organizzata e diffusa”. La documentazione di questo Comitato mette in luce che le vittime subiscono maltrattamenti, abusi sessuali, percosse e che spesso sono minorenni e donne, anche incinte.
Sotto il pretesto di difendere gli ebrei, Netanyahu e lo Stato israeliano schiacciano il popolo palestinese e il Medio Oriente sotto le bombe. Hanno dalla loro parte gli Stati Uniti e i loro alleati, cominciando dal servile governo Meloni.
Il terrorismo di Stato israeliano alimenta per reazione gli attentati commessi da gente che confonde, in buona o cattiva fede, gli ebrei con lo Stato di Israele, considerandoli responsabili in blocco della sua politica di sterminio.
Tutti e due spingono i popoli in un sanguinoso vicolo cieco.
16 dicembre 2025
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