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Numero 126 - Giugno 2014

Articoli di questa rubrica


Incurante dei “trionfi” elettorali del partito di Renzi, la crisi continua a produrre disoccupazione e povertà.

CON I GIOCHI DI PRESTIGIO NON SI CREANO POSTI DI LAVORO! (Numero 126 - Giugno 2014)

Come succede spesso in questi casi, non si sa se per istinto servile o per pura asineria, tutti i più noti commentatori dei fatti politici hanno avuto parole di compiaciuta meraviglia per i risultati elettorali del PD. I polveroni dei dopo elezioni durano qualche giorno. Dopo ci si accorge che (...)


Filo rosso

Abbasso il nazionalismo, viva l’internazionalismo! (Numero 126 - Giugno 2014)

I nazionalisti fanno dell’Unione europea, degli stranieri o degli immigrati, dei capri espiatori. Essi distolgono i lavoratori dalla sola lotta che deve essere portata avanti: quella contro il padronato, la sua rapacità e i suoi profitti. Oltre a non cambiare in niente lo sfruttamento, vi (...)


Un’altra sberla al facile ottimismo (Numero 126 - Giugno 2014)

Il Rapporto annuale dell’Istat non lascia molto spazio ai facili ottimismi. Mentre gli esponenti della grande borghesia e il governo continuano a raccontare la storia della “luce in fondo al tunnel”, i numeri si ostinano ad andare in tutt’altra direzione. Alcuni dati ricavati dal rapporto in (...)


Archiviata la denuncia contro Antonini (Numero 126 - Giugno 2014)

È stata accolta dal Giudice per le indagini preliminari di Genova la richiesta di archiviazione per la causa intentata da Moretti contro il collega Riccardo Antonini. Nel corso di un dibattito all’interno della festa del PD a Genova, il 9 settembre 2011 l’ex AD del gruppo FS fu contestato dai (...)


Ma a noi quanto ce ne tocca? (Numero 126 - Giugno 2014)

Il gruppo Ferrovie dello Stato ha chiuso l’anno con un incremento degli utili del 20,7% rispetto all’anno prima. Lo si può leggere anche sul giornale aziendale, Linea Diretta. Quello che ci domandiamo è: se gli utili sono aumentati così considerevolmente e se tutti i teorici e gli esponenti del (...)


NON E’ CRISI PER TUTTI (Numero 126 - Giugno 2014)

Le crisi non sono l’eccezione nel capitalismo: sono la regola. Così ha sempre proceduto lo sviluppo capitalistico, fin dalle origini. E non ci sono dubbi su chi ha sempre pagato le crisi e sta pagando anche la crisi attuale.
A forza di sentirlo ripetere, qualcuno finisce per crederci. “Abbiamo vissuto sopra i nostri mezzi”, ci ripetono con insistenza, a sei anni dall’inizio della crisi più devastante da quella tragica del 1929. Avere un posto di lavoro sicuro non sottoposto in ogni momento al ricatto della precarietà, (...)


La lotta vincente dei facchini alla Tnt di Teverola (Numero 126 - Giugno 2014)

Ci sono voluti tre mesi di trattativa, scioperi e picchetti, ma alla fine i facchini della Log-Out di Teverola (CE), in gran parte immigrati, hanno avuto ragione di tutte le resistenze del padrone, dei suoi incessanti tentativi di divisione e di indebolimento del fronte di lotta. La Log-Out, (...)


È questo il “lavoro” che Renzi promette? (Numero 126 - Giugno 2014)

Centinaia di lavoratori dei Mercati Generali di Torino sono scesi in sciopero nella notte tra giovedì e venerdì scorsi, bloccando i camion. Protestavano contro la sospensione di cinque lavoratori di una cooperativa interna al Caat, che si erano fermati dal lavoro in solidarietà con un loro (...)


Chi ha vinto la vertenza Electrolux? (Numero 126 - Giugno 2014)

Dopo nove mesi di trattative e 150 ore di sciopero, il 14 maggio è stato firmato l’accordo tra la direzione dell’Electrolux, colosso svedese degli elettrodomestici, i sindacati e il governo. Renzi ne ha fatto una bandiera. Con uno dei suoi ben noti “tweet” ha commentato a caldo: “ Senza il decreto (...)


PRECARI PER LEGGE (Numero 126 - Giugno 2014)

Ci voleva un Governo a guida democratica, e un Ministro del Lavoro ex segretario provinciale ai tempi del vecchio PCI, nonché ex segretario nazionale delle Cooperative (cosiddette) rosse, per emanare l’ennesima legge che approfondisce e aggrava la precarizzazione del lavoro
La realtà probabilmente è ancora più drammatica: per questo si può obiettivamente valutare l’ultimo provvedimento sul lavoro del pimpante Governo Renzi come la conferma di una condizione che è già nei fatti, basta guardarsi intorno. Per esempio, in Toscana – dati provenienti da un’indagine della Cgil (...)


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