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Articoli di questa rubrica


Editoriale

Per i padroni siamo tutti…immigrati! (Numero 168 - Luglio 2019)

Tutti i governi, nessuno escluso, ci hanno abituato all’utilizzo dei dati statistici per far loro dire quello che, presi per sé, non possono dire. Così, il rapporto Istat sull’occupazione, reso noto lo scorso primo luglio, ha dato il via libera a una serie di dichiarazioni trionfalistiche di (...)


Filo rosso

Istinto democratico e imperialismo (Numero 168 - Luglio 2019)

Questo istinto democratico che vede gli uomini come uomini non sa nulla di confini nazionali. Non gli interessano minimamente. Esso non presta più attenzione al fatto che un uomo sia nato di qua piuttosto che di là di una linea arbitraria di quanta non ne presti al colore della pelle o dei (...)


C’è addirittura un’apposita rubrica, corredata da articoli circostanziati, su uno dei quotidiani più diffusi in Italia: è stata battezzata “Poveri con il lavoro”. A quanto pare, è la nuova normalità.

IL LAVORO RENDE POVERI? (Numero 168 - Luglio 2019)

Ce lo suggerisce l’esperienza quotidiana, le nostre conoscenze, le persone che incontriamo ogni giorno, la prassi con la quale si scontra chi cerca lavoro e chi alla fine lo trova, la concorrenza spietata a cui siamo sottoposti sul mercato del lavoro. E naturalmente lo confermano statistiche, (...)


La regionalizzazione contro l’unità dei lavoratori (Numero 168 - Luglio 2019)

Temporaneamente accantonata la procedura d’infrazione da parte della Commissione europea, rimangono fortissime le pressioni per ridurre la spesa pubblica. Il debito pubblico è salito a quota 132% sul Pil. In un modo o nell’altro, da qui al prossimo anno, il governo italiano dovrà dare segni (...)


Maestre dei nidi di Torino in lotta (Numero 168 - Luglio 2019)

Anche le maestre dei nidi di Torino sono in lotta da mesi contro la prospettiva di esternalizzazione degli asili nido comunali. Ma gli altri settori non godono di buona salute, visto che i dipendenti di Torino sono drasticamente calati dai 13.000 di alcuni anni fa ai 7.000 di oggi (possiamo (...)


Con i bibliotecaridell’Università in lotta (Numero 168 - Luglio 2019)

Venerdì scorso è stato indetto uno sciopero del personale precario delle biblioteche dell’Università di Torino. A causa delle lungaggini burocratiche, dei ritardi delle gare di appalto e di un probabilegioco al ribasso, i lavoratori non sanno quando riprenderanno servizio regolare né se saranno (...)


Lo sfruttamento è servito

La condizione dei proletari della ristorazione tra inganni mediatici e amara realtà (Numero 168 - Luglio 2019)

Ormai la figura dello chef stellato che sul teleschermo maltratta l’aspirante emulo, lo umilia, lo calpesta come se fosse un essere inferiore, è entrata, accettata, nell’immaginario collettivo. Reality, competizioni più o meno sfrenate, sfide ai fornelli si sono moltiplicati, veicolando in genere (...)


La serie inesorabile delle morti sul lavoro (Numero 168 - Luglio 2019)

Per avere una prima, approssimativa idea delle dimensioni della strage che si consuma tutti gli anni, tutti i mesi e tutti i giorni nei luoghi di lavoro, basta accendere il computer e cliccare su “Google” le parole “incidente mortale sul lavoro”. Ecco qualche esempio di quello che si può leggere: (...)


Non sarà il reddito di cittadinanza a sconfiggere sfruttamento e lavoro nero. E chi si illuderebbe? Forse nemmeno i seguaci del credo grillino. Ma di certo non ci strapperemo le vesti per gli sfruttatori del lavoro stagionale, che temono di non poter disporre di una platea adeguata di precari a disposizione

UN REDDITO VERO PER I LAVORATORI STAGIONALI (Numero 168 - Luglio 2019)

Forme di protezione sociale più o meno alta sono presenti da decenni in tutto il continente europeo, come strumenti utili a mitigare le sperequazioni ineliminabili dal sistema capitalistico. I padroni del capitale sanno che fornire una tutela minima agli strati più bassi della società può servire (...)


Algeria

Il movimento popolare di fronte alle manovre politiche (Numero 168 - Luglio 2019)

La situazione in Algeria è in continua evoluzione. Venerdì 5 luglio, nel giorno dell’Indipendenza dal dominio francese, si è avuta, stando a quello che sostengono molte fonti giornalistiche, la più grande mobilitazione di una serie iniziata a febbraio. Non solo ad Algeri, ma nelle più importanti città algerine la gente è scesa in piazza a decine di migliaia. Contro lo stato maggiore dell’esercito e contro il governo si è gridato: “Andatevene, liberate l’Algeria!”. Tra i manifestanti, c’era chi indossava una t-shirt con su scritto “liberate Bouregaa”. È il nome di un vecchio combattente della guerra d’indipendenza, incarcerato la domenica precedente per aver criticato il ruolo dell’esercito e del suo capo di stato maggiore: Gaid Salah.
In Algeria, il movimento popolare di protesta per liberarsi dal "sistema" è entrato nel suo quarto mese. Il 18 giugno, nella speranza di dividere il movimento su basi regionaliste e identitarie, Gaïd Salah, capo di stato maggiore dell’esercito, ha cercato di impedire la presenza di bandiere (...)


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