Internazionale
Cuneo

Sciopero alla Cartiera Burgo di Verzuolo contro i licenziamenti

Il mattino del 28 settembre la direzione della cartiera Burgo di Verzuolo, 371 dipendenti, ha comunicato ai sindacati la decisione di chiudere la “linea ottava” che produce carta patinata. Il motivo addotto dall’azienda: una minore richiesta del prodotto sul mercato e l’alto prezzo della materia prima, la cellulosa, importata dal Nord Europa. Sin da 2015 su questa linea si lavora ad orario ridotto e vengono applicati i contratti di solidarietà.
Nel giorno della comunicazione dello stop i lavoratori di tutto lo stabilimentosono scesi in sciopero fermando la produzione della cartiera per 24 ore. Durante lo sciopero, gli operai hanno inscenato una protesta sul piazzale della fabbrica e a hanno sfilato in corteo non autorizzato per ben due volte nel centro di Verzuolobloccando il traffico.
Il 2 ottobre l’azienda ha ufficializzato la procedura di licenziamento collettivo che colpirà 143 lavoratori, una metà direttamente impiegata sulla linea e l’altra in manutenzione, logistica e approvvigionamento. Ad aggravare la situazione sono le recenti riforme del lavoro che hanno depotenziato gli ammortizzatori sociali, limitando fortemente il ricorso alla cassa integrazione nel tempo e nei requisiti. Non c’è più la mobilità, rimane solo la cosiddetta Naspi, cioè due anni diindennità di disoccupazione. Senza contare che l’età media dei lavoratori è di 48 anni, poiché da tempo l’azienda non assume al fine di ridurre i costi di produzione.
Il sindaco ha chiesto l’attivazione dell’immancabile tavolo di crisi con sindacati, Regione, Provincia e Ministero del Lavoro per sollecitare l’azienda a produrre il solito fumoso piano industriale.
Sicuramente più interessante è la richiesta di sostegno alla lotta lanciata da un lavoratore della Burgo sui social network sin dal giorno dell’entrata in sciopero, con l’appello “È ora della solidarietà: sei di Verzuolo se… sei con gli operai Burgo”. Un appello subito accolto con favore con molti messaggi di solidarietà. Tale iniziativa, però, si è rivelata davvero utile alla mobilitazione quando èuscita dai confini della virtualità della rete traducendosi in una vera solidarietà di classe con la partecipazione attiva di decine di cittadini al presidio davanti allo stabilimento e al corteo lungo le vie del centro di Verzuolo. È la strada giusta verso un auspicabile coinvolgimento dei lavoratori delle altre realtà produttive della zona e delle loro famiglie nella lotta perché nessun posto di lavoro vada perduto, né alla Burgo né nelle molte altre fabbriche che,nonostante la tanto decantata “ripresa”, continuano ad essere in crisi nel territorio cuneese come in tutto il Piemonte.

Corrispondenza da Cuneo


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