Internazionale

Romania: Le manifestazioni fanno arretrare il governo

Dal 18 gennaio, manifestazioni di centinaia di migliaia di persone si sono svolte a Bucarest e in tutte le grandi città della Romania. I dimostranti chiedevano l’abrogazione di un’ordinanza governativa il cui scopo era allo stesso tempo di paralizzare e rendere caduche tutte le indagini in corso del dipartimento nazionale anti corruzione (DNA) e fare liberare i condannati per questo motivo.

Dalla caduta di Ceausescu nel dicembre 1989, due grandi famiglie politiche si alternano al potere. Da un lato c’è il PSD, partito socialdemocratico i cui fondatori sono venuti direttamente dal vecchio partito comunista staliniano, che ha sempre il sostegno della chiesa ortodossa e dei nazionalisti. D’altra parte c’è il PNL, il partito della destra liberale.

Nonostante da molti anni il tribunale rumeno incaricato della lotta anti corruzione (DNA) abbia dimostrato una certa efficacia con l’arresto a centinaia di politici, poliziotti, doganieri, sindaci, deputati e uomini d’affari corrotti, gran parte della popolazione continua ad essere indignata contro questi maestri dell’imbroglio. La gente pensava che l’entrata nell’Unione europea avrebbe cambiato le cose, facendosi molte illusioni sulle pratiche dei politici dell’Europa occidentale e credendoli diversi!

Il governo PSD, insediatosi dopo le elezioni legislative di dicembre, ha provato a fare passare di nascosto una modifica del codice penale che avrebbe protetto i suoi amici. È stato il presidente della repubblica appartenente al partito liberale (PNL), a rendere il caso pubblico. Non è che sia più onesto, ma cerca di conservare il più possibile il suo posto di presidente. Per ora, ciò lo mette fuori portata del tribunale anti-corruzione per i suoi maneggi immobiliari a Sibiu, città di cui era il sindaco.

Già nel 2013, un primo tentativo di instaurare un’immunità per i politici eletti ed altri deputati aveva scatenato importanti manifestazioni e costretto il governo a rinunciare al progetto. Nell’ottobre 2015, a Bucarest, un terribile incendio aveva distrutto un immenso locale notturno, il Colectiv, causando la morte di 64 persone. Più di centomila persone avevano manifestato contro l’inefficienza dei servizi di soccorso e la corruzione delle autorità che avevano autorizzato l’apertura di un esercizio senza nessun dispositivo antincendio. E di nuovo in questo mese di gennaio sono state centinaia di migliaia le persone che hanno manifestato contro il governo, scendendo ogni sera in piazza a costringendo alla fine il governo a ritirare il suo provvedimento.

Certamente, è una vittoria per i dimostranti, anche se probabilmente sarà l’altro partito, il PNL, ugualmente corrotto, che cercherà di trarne vantaggio. Ma c’è da sperare che questo successo dia almeno ad una parte della popolazione la volontà di occuparsi sempre più direttamente dei propri affari, e che sia per i lavoratori un incoraggiamento a fare sentire le loro proprie rivendicazioni in materia di salario e di condizioni di vita e di lavoro.

H.P.


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