Internazionale
Stati - Uniti

I risultati dell’estrema sinistra

Le elezioni americane del 8 novembre non sono state solo elezioni presidenziali, in cui si designavano i grandi elettori destinati ad eleggere il presidente degli Stati uniti. Allo stesso tempo si svolgevano varie consultazioni, fra cui le elezioni alla Camera dei rappresentanti, più varie votazioni per eleggere assemblee locali come il Board of education, ossia l’organismo consultivo che controlla il sistema educativo in uno Stato dell’Unione. Così, se le leggi americane rendono molto difficile candidarsi alla presidenza per l’insieme degli Stati Uniti, e in pratica lo limitano ai due grandi partiti, invece lasciano alcune possibilità ai militanti di partiti o gruppi minoritari di candidarsi in queste elezioni locali e dunque di fare campagne per le loro idee.

Quindi, in queste elezioni erano anche presenti dei militanti che fanno riferimento alle idee rivoluzionarie e alla classe operaia, almeno in alcuni settori del paese. Sebbene ovviamente molto minoritari su scala statunitense, i loro risultati meritano di essere citati.

Il Working Class Party

Nel Michigan, Stato industriale del Nord, la cui più grande città è la capitale dell’automobile, Detroit, il Working Class Party (Partito della classe operaia) si candidava per la prima volta. Era promosso, tra l’altro, dai militanti del gruppo trotskista The Spark. Affinché il Working Class Party fosse ufficialmente registrato nel Michigan in quanto partito, i suoi militanti hanno dovuto organizzare una campagna per raccogliere circa 50 000 firme.

Mary Anne Hering, insegnante pensionata, si candidava per il partito al Consiglio dell’educazione del Michigan. Ha ottenuto 224 122 voti, ossia il 2,66 % dei voti a livello dello Stato.

Sam Johnson, operaio pensionato della Chrysler e Gary Walkowicz, operaio della Ford, erano candidati del partito alla Camera dei rappresentanti, ognuno in una delle 14 circoscrizioni del Michigan. Sam Johnson ha ottenuto 8 778 voti (il 3,43 %) e Gary Walkowicz 9 183 voti (il 2,8 %).

Infine, più di 13 000 elettori del Michigan hanno votato per il Working Class Party, ulteriore possibilità offerta dal bollettino di voto americano, sul quale si può anche indicare un partito di riferimento.

Negli Stati Uniti, non ci sono né propaganda elettorale mandata agli elettori, né tempi di parola assegnati ad ogni candidato nei media. I risultati incoraggianti del Working Class Party risultano da una campagna militante e gli permettono di candidarsi di nuovo alle prossime elezioni, senza l’obbligo di una nuova campagna di firme per farsi registrare.

Il Working Class Party ha realizzato i migliori risultati nelle città operaie. Mary Anne Hering ha fatto anche buoni risultati in settori semi-rurali. Il Working Class Party ha preso voti in alcune contee in cui non ha potuto fare campagna; ciò dimostra che parte dei lavoratori è cosciente dei propri interessi e della necessità di costruire un partito della classe operaia.

D’altronde, nello Stato del Maryland, David Harding si candidava alle elezioni comunali in un settore di Baltimore, sulle stesse basi politiche del Working Class Party. Ha ottenuto 1 288 voti (l’8 %), solo candidato in gara contro una democratica che ottiene il 92 % dei voti.

Il Socialist Workers Party e Workers World

In alcuni Stati, due gruppi dell’estrema sinistra sono riusciti a presentare un “ticket” di candidati alla presidenza e alla vice-presidenza degli Stati Uniti : Alyson Kennedy e Osborne Hart per il SWP (Partito Socialista dei Lavoratori) in sette Stati; Monica Moorehead e Lamont Lilly per Workers World (Mondo Operaio), in tre Stati. Nel complesso, hanno ottenuto qualche migliaio di voti.

M.B.

Il sito del Working class party: www.workingclassfight.com


| Home | Area riservata |

     RSS it RSSIl Giornale RSSNumero 146 - Novembre 2016   ?