Internazionale

Francia: il Primo ministro Fillon annuncia il congelamento della spesa pubblica. Perché invece non congelare i profitti?

Giovedì 6 maggio, il Primo ministro ha annunciato che il governo bloccherà l’aumento della spesa pubblica per i prossimi tre anni. Le spese dette di "funzionamento" dovranno diminuire del 10%, quelle dette di "intervento" saranno esaminate caso per caso.

Per Fillon si tratterebbe di ricondurre il deficit di budget sotto il 3%, norma europea, da qui al 2013. Per arrivarci, la metà degli impiegati che andranno in pensione continueranno a non essere rimpiazzati , si tratta di 34.000 posti soppressi ancora quest’anno. La stessa cosa si esigerà da quelle società che svolgono servizi per conto dello Stato, come Meteo France, i musei, certi settori della ricerca, ecc. Le comunità locali dovranno anch’esse piegarsi a queste regole, loro malgrado, come ha fatto intendere l’insistenza di Fillon sulla parte di budget che lo Stato versa alle regioni, ai dipartimenti e ai comuni. Questo 10% in meno di spese di funzionamento significherà dunque meno infermieri, insegnanti non rimpiazzati, strade pubbliche senza manutenzione, ecc. il degrado dei servizi pubblici, vale a dire il degrado delle condizioni di vita della maggioranza della popolazione, continua e perfino si accelera.

Una settimana dopo l’annuncio di Fillon, Sarkozy ha cominciato a riesaminare "caso per caso" le spese di intervento nell’ambito dell’occupazione. In occasione del "Summit sociale" del 10 maggio scorso ha annunciato che manterrà l’aiuto di stato al finanziamento della disoccupazione parziale e sopprimerà di contro le detrazioni sulle spese consentite ai piccoli contribuenti, gli assegni sociali per i senza lavoro che non hanno maturato le condizioni per una indennità di disoccupazione e quelli per sostenere le spese scolastiche delle famiglie con più basso reddito. L’esonero totale dei contributi padronali sulla assunzione di un lavoratore al salario minimo d’inserimento in un’impresa di meno di dieci dipendenti è stato anch’esso abolito.

Una vera lezione pratica! Si mantiene tutto quello che "aiuta" esclusivamente i grandi gruppi e si sopprime quello che non riguarda che i bassi salari e la gente che cerca un lavoro. Per fare le cose per bene si sono sacrificati anche i regali fatti in passato ai piccoli padroni . In periodi di crisi un politico di destra deve saper scontentare, oltre ai lavoratori, anche la sua clientela elettorale di piccoli imprenditori, per soddisfare quelli che contano veramente: i capitalisti più potenti.

La giustificazione di questo piano sarebbe, oltre alla nuova tempesta finanziaria che incombe, il fatto che "il paese vive al di sopra dei propri mezzi" da decenni. Ma il deficit del budget dello Stato si è aggravato a causa dei regali fatti al padronato ed è esploso con il salvataggio dei profitti dei banchieri e dei grandi gruppi industriali operato da circa due anni. Il carico degli interessi del debito, la rendita versata ai banchieri, è già la seconda voce del bilancio e tende ad aumentare. Questa spesa non è congelata! Allora la sola cosa da capire è che "il paese", come essi dicono, non ha più i mezzi per mantenere una classe di parassiti capitalisti.

Sarebbe tempo, dunque, di ritornare alla saggezza contadina: quando non si può più ingrassare il maiale, lo si ammazza. Quando non si può più sopportare la rapacità dei capitalisti e dei banchieri, li si espropria.

(Lutte Ouvrière, 14 maggio)


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