Internazionale
Provincia di Torino

Crolla il controsoffitto in una scuola elementare di Nichelino

Una bambina è rimasta ferita in una scuola di Nichelino. Di nuovo si è sfiorata la tragedia a causa dell’assenza di una politica delle istituzioni per la messa in sicurezza delle scuole, fatiscenti e pericolose. Continuano i crolli nelle scuole italiane.

Dopo gli episodi di Padova, Rho e Milano, questa volta è accaduto alla scuola elementare “Gianni Rodari” di Nichelino, dove improvvisamente ha ceduto il controsoffitto di un’aula al rientro degli alunni dopo l’intervallo. Una bimba di 9 anni è stata ricoverata in ospedale per aver riportato un taglio alla testa ed escoriazioni, fortunatamente non in modo grave, e altri due alunni sono stati sfiorati dai calcinacci. L’episodio ha fatto tornare subito alla mente un altro, molto simile, accaduto nel 2008 a Rivoli, sempre in provincia di Torino, dove uno studente del liceo Darwin morì investito dai detriti del soffitto della sua aula, crollato di colpo sulla scolaresca. Pare che la scuola di Nichelino, a differenza di quella di Rivoli, fosse stata sottoposta a collaudi strutturali nell’estate scorsa. Resta il fatto che il crollo c’è stato lo stesso e che si è sfiorata la tragedia. Quali verifiche sono state attuate se è stata poi concessa l’agibilità del complesso?

Dall’episodio del liceo di Rivoli nulla è cambiato. Le scuole d’Italia vanno a pezzi. Come nelle fabbriche, dove gli operai lavorano per morire a causa degli infortuni mortali in continua crescita, così nelle scuole, dove studenti, insegnanti e operatori scolastici studiano e lavorano, anche lì, per morire. Il rapporto di Cittadinanzaattiva sullo stato dell’edilizia scolastica denuncia 112 crolli con 18 feriti nell’ultimo triennio e 31 cedimenti avvenuti solo lo scorso anno. Crollano solai, tetti, soffitti, cancelli delle scuole del Nord, come del Centro e del Sud, nei piccoli paesi come nelle città. In 40 scuole su 100 la manutenzione è carente o nulla. Il 73% degli istituti monitorati è a rischio sismico e il 14% è a rischio geologico. Il 21% presenta lesioni strutturali e pericolose, uno su quattro non ha scale di sicurezza, il 74% delle aule non ha porte antipanico. Secondo l’Osservatorio Nazionale Amianto in 2400 scuole vi è la presenza di questa fibra killer e, ciononostante, non si è ancora iniziata alcuna bonifica.

Dove è finito il piano “scuole sicure” tanto strombazzato dal governo, che prevedeva 400 milioni di euro per 2400 interventi a partire dal 2015? È questa la “buona scuola” di Renzi? Quella della transumanza dei docenti dal Sud al Nord del paese, quella della mancanza di insegnanti di sostegno, dell’alto indice di abbandono scolastico e, dulcis in fundo, con il vergognoso palmares delle strutture fatiscenti e pericolose.

Corrispondenza da Torino


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