Internazionale
Assemblea molto partecipata alla FCA di Pomigliano

Dopo anni di silenzio, un primo incoraggiante segnale di risveglio degli operai

L’assemblea alla FCA di Pomigliano, indetta il 22 febbraio dalla Fiom, ha fatto rinascere tra gli operai e i delegati l’entusiasmo e l’ottimismo da anni messi a dura prova in quello stabilimento come negli altri del gruppo guidato da Marchionne. Per la prima volta dal 2010, anno in cui venne siglato l’accordo separato per la "Panda", un’assemblea ha visto la partecipazione di centinaia di lavoratori finalmente usciti dal torpore dovuto alla sfiducia verso le direzioni sindacali e alla paura di ritorsioni aziendali. Vi sono andati per esprimere la forte contrarietà ai sabati di straordinario e alla nuova turnazione imposta ai circa 2500 lavoratori soggetti ai contratti di solidarietà, ormai in scadenza a fine marzo di quest’anno. Chiedono di lavorare meno, ma tutti.

Anche qui, come in tutti gli stabilimenti della FCA, i lavoratori sono molto preoccupati per le dichiarazioni di Marchionne sullo slittamento al 2020 del piano produttivo che "impegnava" la FCA a lanciare nuovi modelli. Oggi, però, gli operai di Pomigliano hanno finalmente dato un segnale di risveglio importante per tutti i lavoratori della FCA, a cui non resta che seguire l’esempio dei compagni di lavoro dello stabilimento campano, reagendo in modo collettivo al continuo peggioramento delle condizioni di lavoro.

Corrispondenza da Pomigliano


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