Internazionale
Stati Uniti

Negoziati alla Fiat-Chrysler

I lavoratori sconfessano la direzione del sindacato

Il 1° ottobre, i dirigenti del sindacato dei lavoratori dell’automobile, la UAW, hanno dovuto annunciare che i lavoratori della Fiat-Chrysler avevano respinto il progetto di contratto per quattro anni negoziato con la direzione, che avevano raccomandato loro di adottare. I 40.000 lavoratori dipendenti interessati hanno votato No al 65% per protestare contro le menzogne della direzione e dei dirigenti sindacali. È la prima volta dal 1982 che un contratto così negoziato su scala nazionale è respinto dal voto dei lavoratori.

Quest’anno, mentre la Fiat-Chrysler annunciava di nuovo profitti e si beava dei suoi successi, i lavoratori speravano di farla finita con i sacrifici imposti da anni col pretesto di fare uscire l’impresa dal fallimento, e che avrebbero visto i loro salari e le loro condizioni di lavoro migliorare. Questa speranza era consolidata dai discorsi dei dirigenti al congresso dell’ UAW, che si vantavano di ottenere risultati. Ma il progetto di contratto uscito dai negoziati il 15 settembre era ben lungi dal rispondere a queste speranze ed ha piuttosto costituito una vera provocazione.

Provocazione sui salari: da anni, la direzione aveva ottenuto il diritto di assumere nuovi operai ad un salario dimezzato, con la promessa che avrebbero poi raggiunto il salario dei lavoratori più anziani e in modo che ci fosse sempre meno del 25% dei lavoratori così sottopagati. Ma, oggi, come conseguenza del turn-over, il 45% degli operai di Fiat-Chrysler è in questa situazione. Di più, la nuova ipotesi di contratto prevedeva che, quando gli anziani avrebbero lasciato l’impresa, questi bassi salari sarebbero stati la regola generale. O almeno quasi, perché dei salari ancora più bassi erano previsti per la produzione di alcuni pezzi di ricambio!

Per quanto riguarda l’occupazione, il contratto prevedeva che le automobili sarebbero state fabbricate in Messico e gli altri veicoli negli Stati Uniti, e che tutte le produzioni sarebbero spostate da una fabbrica all’altra: una serie di andirivieni preoccupanti per i lavoratori.

Infine, cambiamenti nell’assicurazione medica dei lavoratori dipendenti lasciavano prevedere che avrebbero dovuto pagare di più per servizi al ribasso.

I lavoratori non sono stati stupidi, hanno manifestato la loro rabbia in riunioni agitate con i dirigenti sindacali ed hanno votato in maniera massiccia contro questo contratto.

Dopo avere fatto finta per qualche ora di volere lanciare un appello allo sciopero, in pochi giorni i dirigenti UAW hanno negoziato con la direzione una nuova versione del contratto un po’ migliorata, scommettendo che ciò basterà perché non sia respinta.

Nella nuova versione, il progetto di riorganizzazione dell’assicurazione medica è ritirato, cosa che non impedirà di aumentare ciò che resta a carico degli assicurati pur diminuendo le prestazioni. I lavoratori più recenti, assunti con salario dimezzato, potranno raggiungere il livello degli altri lavoratori al termine… di otto anni d’anzianità, anzianità che la grande maggioranza di loro non ha ancora! Questo lascia i lavoratori più che scettici poiché il contratto è firmato per quattro anni e la direzione ha appena dimostrato che non esita a disconoscere i suoi impegni.

Quanto agli aumenti di salari per i lavoratori più anziani che non hanno avuto nulla da dieci anni, sono ancora ben insufficienti, anche con i mille dollari di premio aggiunti nella nuova versione in caso di accettazione dell’accordo.
Il numero dei posti di lavoro eliminati o creati per ogni fabbrica è precisato nel contratto: si tratta di uno scombussolamento completo. Ma il risultato netto previsto è 103 posti di lavoro supplementari in quattro anni. Tanto vale dire nulla, mentre gli operai chiedono un miglioramento degli orari e delle condizioni di lavoro: ritmi inumani e giorni di lavoro di dieci ore. La sistemazione degli orari è rinviata ad un negoziato ulteriore!

La direzione del sindacato, che raccomanda più che mai ai lavoratori di votare sì, dice di volere darsi il tempo di “spiegare” il contratto, cioè di dipingerlo di rosa… Per questo paga (caro) un’impresa specializzata in comunicazione ed intende ricorrere a tutte le pressioni possibili per convincere i lavoratori di approvare il progetto.

La direzione sindacale ha deciso che il voto dei 40.000 lavoratori della Fiat-Chrysler sul nuovo progetto di contratto si svolgerà su due giorni, il 20 e il 21 ottobre, e non quasi due settimane come l’ultima volta, allorché i voti negativi conosciuti nelle prime fabbriche avevano rafforzato la volontà di opporsi anche nelle altre. Ciò significa che questa volta, i dirigenti sindacali non sono così sicuri di un voto “sì” che potrebbe rafforzarsi da una fabbrica all’altra, ma vogliono fare di tutto per non essere sconfessati una seconda volta. Sarebbe invece interesse dei lavoratori ribadire il loro rifiuto e prepararsi ad imporre le loro esigenze.

In ogni caso, costringendo la direzione della Fiat-Chrysler e la direzione UAW a correggere l’accordo, i lavoratori della Fiat-Chrysler hanno chiaramente manifestato che ne hanno abbastanza dei sacrifici. Ciò può solo essere un incoraggiamento per i lavoratori della Ford e della General Motors che dovranno pronunciarsi in seguito sul loro contratto. Occorre che la rabbia dei lavoratori arrivi ad esprimersi pienamente per piegare questi proprietari avidi ed arroganti.

D.C.


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