Internazionale
Cooperativa Quality Car

Quando i lavoratori non si arrendono alla “solita storia”

Costituita nel marzo del 2014, la società cooperativa Quality Car di Arena Po (PV) si occupa della movimentazione autovetture nuove del gruppo Audi – Seat – Volkswagen e Mercedes Benz Italia, nonché della gestione delle autovetture Mercedes Benz Italia in regime di middle – long term leasing. Essa opera nel piazzale di movimentazione e stoccaggio autoveicoli di Arena Po, di proprietà Ambrosetti, servito da uno snodo ferroviario di 4 binari allacciati alla rete nazionale. I lavori vengono svolti secondo le specifiche tecniche del cliente finale, sia esso Volkswagen o Mercedes.

I lavoratori, nella fattispecie, si occupano dello scarico delle bisarche ferroviarie e stradali. Il loro lavoro comprende il controllo dei danni interni ed esterni delle autovetture appena giunte, la “preconsegna” delle autovetture (rimozione pellicola protettiva, allestimenti interni, controllo pressioni pneumatici e livelli liquidi), il lavaggio di queste stesse autovetture, la stesura e il ritiro delle reti antigrandine, la movimentazione interna delle autovetture per permetterne la consegna ai concessionari in tutta Italia.

L’organico è composto da circa 30 soci lavoratori a tempo indeterminato, più un numero variabile di lavoratori a tempo determinato, a seconda del carico di lavoro.

E’ da specificare che i lavoratori della Quality Car provengono dalla New Autoservice, ossia la cooperativa operante in precedenza. Già durante l’esercizio della New Autoservice si erano manifestate alcune delle condizioni tipiche in cui i soci lavoratori sono costretti a subire una particolare forma di sfruttamento capitalistico (la formale qualifica di socio attribuita al lavoratore consente margini di manovra ai proprietari per ridurre ulteriormente le già relative ed erose tutele del lavoro dipendente, senza per questo garantire di fatto i diritti e i poteri del socio effettivo): bilanci non sottoposti all’approvazione dei soci lavoratori e le tredicesime in genere liquidate a tranches e in ritardo. Il passaggio da New Autoservice a Quality Car ha comportato ulteriori danni per i lavoratori: spettanze (ferie arretrate, ex festività e permessi non goduti) liquidate non nei tempi dovuti, dei TFR sono stati corrisposti solamente alcuni acconti, gravi ritardi nel pagamento dell’ultimo stipendio della New Autoservice. All’atto del cambio della cooperativa, inoltre, un operaio veniva licenziato. In seguito, questo lavoratore ingaggiava una vertenza, vincendola, ma non senza noie.

Nel marzo 2015, nel quadro di una politica di totale acquiescenza nei confronti dell’azienda da parte della Fit Cisl, il sindacato fino a quel momento storicamente più rappresentativo in termini di tesserati in cooperativa, la dirigenza della Quality Car esponeva il piano di una “spending review” con pesanti ricadute per i lavoratori. Le misure proposte, che sarebbero dovute durare due anni, erano le seguenti: stop alle ferie, niente più quattordicesima, (la tredicesima, per legge, non poteva essere soppressa), i permessi sarebbero stati aboliti e le ex festività non sarebbero state pagate.

Con un’ampia maggioranza, nonostante pressioni aziendali e il paventato scenario dello scioglimento della cooperativa con la conseguente perdita del posto di lavoro, i lavoratori respingevano queste misure (con un gesto ammirevole, votavano contro anche due neoassunti il cui contratto sarebbe scaduto pochi giorni dopo, pur consapevoli che tale mossa avrebbe certo determinato il mancato rinnovo).

Ai primi di luglio, a seguito dell’ennesimo mancato pagamento dello stipendio (mensilità di maggio 2015), i lavoratori scendevano in sciopero, sospendendo l’agitazione solo dopo aver verificato il versamento degli stipendi dovuti. Questa piccola ma indubbia vittoria non poteva certo aprire ai lavoratori un futuro di stabile e serena attività lavorativa, di garantito rispetto della loro dignità di proletari. Prova ne è stata la misura adottata dalla dirigenza ai danni dell’operaio eletto come rappresentante sindacale (RSA): seconda lettera di richiamo per aver esercitato un’attività sindacale non autorizzata.

La lotta per contrastare le dure politiche padronali che, in settori come quello delle cooperative, possono essere attuate con particolare brutalità, è ancora lunga. Non potrà, inoltre, essere efficace se racchiusa in singole realtà locali, prive di collegamenti che le uniscano. La capacità di mobilitazione e di reazione che hanno mostrato i lavoratori della Quality Car potrà rivestire un importante significato integrando un bagaglio di esperienze e di insegnamenti in grado di sorreggere, rendere più incisivo e cosciente il proseguimento dell’impegno sul fronte della lotta di classe.

Corrispondenza da Arena Po (Pavia)


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