Internazionale
Fincantieri

Continua l’offensiva della direzione

Il 29 maggio la Fincantieri ha annunciato di aver avviato tre provvedimenti disciplinari nei confronti di due delegati Fiom e un lavoratore del cantiere di Marghera per fatti riconducibili allo sciopero dello scorso 14 maggio a sostegno del rinnovo dell’integrativo.

“Si tratta di fatti inesistenti – dichiara Bruno Papignani, responsabile della cantieristica per la Fiom – quel giorno i delegati e i lavoratori hanno presidiato
l’ingresso della fabbrica come sempre si fa durante gli scioperi invitando semplicemente i colleghi ad aderire alla giornata di lotta – cosa che è avvenuta in massa - se c’è stata violenza è quella usata da alcuni vigilantes dello stabilimento contro i lavoratori in sciopero. Questi provvedimenti disciplinari arrivano proprio mentre si stava lavorando per riprendere la trattativa. Evidentemente qualcuno in preda al delirio all’interno del gruppo dirigente di Fincantieri non crede nel confronto
contrattuale, non vuole arrivare a nessun accordo e usa il metodo delle provocazioni per impedire qualsiasi passo in avanti. Prima si utilizzano i trasferimenti in diversi cantieri come olio di ricino per intimorire i lavoratori; poi - come in questo caso - si utilizzano mercenari della sicurezza privata dell’azienda per costruire fatti inesistenti”. E conclude: "In un’azienda piena di illegalità sugli appalti e continui infortuni, invece di trovare soluzioni si attaccano i lavoratori e si progettano provocazioni contro il diritto di sciopero e di manifestazione."

Forte dello sfacciato sostegno dei media, delle istituzioni e del governo, l’attuale direzione di Fincantieri pensa di poter vincere l’attuale vertenza direttamente piegando la resistenza e la combattività dei lavoratori. Le pressioni, i trasferimenti punitivi ed ora anche tre provvedimenti disciplinari contro chi si è distinto negli scioperi fanno parte dei metodi ormai assunti dalla direzione di questa azienda pubblica. Agli atti di forza della Fincantieri, al contempo provocatori, intimidatori e repressivi, si dovrà rispondere con la lotta.

Corrispondenza Marghera


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