Internazionale

Germania: un salario minimo minimo

Nonostante sia entrata in vigore il 1 ° gennaio 2015 la legge che prevede che nessun lavoratore dipendente sia pagato sotto 8,50 euro lordi l’ora, molti in Germania dovranno ancora lavorare per molto meno.

La legge dovrebbe valere per tutti, compresi quelli che fanno lavoretti, i lavoratori stagionali o di imprese con sede all’estero. Secondo la grande coalizione al potere (destra e socialdemocratici insieme), il salario minimo dovrebbe andare a beneficio di 3,7 milioni di dipendenti. Ma in realtà, ci sono numerose eccezioni.

In primo luogo, i padroni di vari settori hanno negoziato con il governo per non dovere applicare adesso il salario minimo. Per loro sarà solo dopo il 1 ° gennaio 2017. Si tratta in generale di settori in cui i lavoratori sono i meno pagati ed avrebbero particolarmente bisogno di questo minimo di 8,50 euro. Ad esempio, i padroni delle macellerie industriali o gli agricoltori potranno pagare meno del salario minimo per due anni ancora. Si continuerà a pagare agli operai agricoli 7,40 euro lordi l’ora ad ovest e 7,20 euro in Germania orientale. I lavoratori tessili dell’Est dovranno invece aspettare fino ad agosto 2016. Anche dai parrucchieri il salario minimo arriverà in ritardo.

Un’altra eccezione: non ci sarà alcun salario minimo per tutti i giovani meno che diciottenni e gli apprendisti. Neanche i disoccupati di lunga durata (più di dodici mesi) lo percepiranno, col pretesto di non scoraggiare i padroni che li vorrebbero assumere. Per averne diritto dovranno aspettare sei mesi dopo essere stati assunti. Già i militanti sindacali temono che i padroni mettano fine a tali contratti al termine del periodo di sei mesi, per sostituire questi lavoratori con nuovi disoccupati.

Per i lavoratori che vanno in giro per la consegna della posta, di pacchi, di giornali, per la raccolta dei rifiuti, la pulizia delle strade, la rimozione della neve o il trasporto di passeggeri e merci, ad essere pagato non sarà il tempo di lavoro effettivo, ma il tempo necessario secondo le valutazioni dei datori di lavoro. Quindi in realtà un padrone non sarà costretto a pagare il salario minimo. Così i portatori di giornale erano pagati - male – secondo il numero di copie distribuite, ora saranno pagati ufficialmente al salario minimo, ma secondo la stima del tempo impiegato. Allo stato attuale del rapporto di forza, si potrebbe pagare ad un lavoratore il salario minimo per un giro stimato a cinque ore, ma che in realtà ne dura sei. Non è sicuro che il suo stipendio aumenti effettivamente. Questo è particolarmente vero per le donne, particolarmente numerose a percepire salari da fame.

Anche nei settori in cui il salario minimo dovrebbe entrare in vigore perché ormai è sancito dalla legge, bisognerà farla rispettare, e non sarà sempre facile. Per esempio i tassisti salariati di Brema, nel nord della Germania, protestano; da gennaio, nessuno dei loro padroni gli paga il salario minimo. Invece, col pretesto della sua applicazione, aumentano il prezzo delle corse e poi dichiarano 40 ore di lavoro a 8,50 euro, mentre i tassisti in realtà lavorano 60 o 70 ore: non guadagnano più di prima, quando percepivano una percentuale delle entrate.

Per non fare straordinari non pagati, o perché l’introduzione del salario minimo non diventi una scusa per aumentare i prezzi senza aumentare i salari, niente sostituirà la mobilitazione dei lavoratori.

A. M.


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