Internazionale
Facchini dell’aeroporto di Pisa

Lavoro duro, contratti precari e salari bassi

In un aeroporto il lavoro dei facchini, quelli che caricano e scaricano i bagagli sugli aerei, è un lavoro duro. Ma all’aeroporto di Pisa, i padroni stanno cercando di peggiorare ancora le condizioni di lavoro. Questo lavoro è svolto da circa 80 lavoratori, in maggioranza immigrati, con trenta lavoratori supplementari d’estate. A loro si chiede di lavorare sempre più rapidamente, pur essendo di meno. Qualche anno fa una squadra era composta da cinque lavoratori. Adesso sono solo tre : due lavorano nella stiva a portare le valigie, e uno solo lavora sotto l’aereo a caricare o scaricare i bagagli sui carrelli. Questo rappresenta un peso non indifferente. In primavera un aereo trasporta circa 80 valigie, ma d’estate il numero raddoppia. Poi c’è la questione dei contratti di lavoro e degli orari. I facchini hanno contratti part-time di 24 ore a settimana, con un solo giorno di riposo. Per anni, i padroni hanno imposto di lavorare, per esempio, due ore la mattina e due ore il pomeriggio , con un intervallo di sei ore, ovviamente non pagato. Solo la mobilitazione dei facchini è riuscita ad imporre di lavorare senza questi intervalli assurdi per i lavoratori, ma che ovviamente giovavano al padrone. Adesso i lavoratori sono informati degli orari per il mese, mentre prima li conoscevano solo dal giorno prima. La SAT, la società che gestisce l’aeroporto, lo fa tramite varie cooperative come la CFT e la Cooplat che ha anche contratti a Livorno, a Firenze e nel Sud. Da azienda pubblica, la SAT ormai diventa azienda privata. L’aeroporto di Pisa accoglie sempre più viaggiatori e i profitti sono importanti. I contratti delle due cooperative scadono a marzo 2015 e la SAT ne vuole approfittare per abbassare il prezzo dell’appalto. I lavoratori sono decisi a non accettare, vogliono conservare gli stessi contratti, senza ribasso dello stipendio, senza trasferimenti in altri posti come l’aeroporto di Firenze. Hanno già fatto un giorno di sciopero a novembre, ma la SAT ha rifiutato di incontrarli. La lotta dovrà andare avanti ! Corrispondenza Pisa

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