Internazionale
75 anni fa

Settembre 1939

L'invasione tedesca della Polonia iniziata il primo settembre 1939 dette inizio alla guerra più terribile della storia dell'umanità, la Seconda Guerra Mondiale. Il trattato di Versailles, che aveva cristallizzato gli equilibri di potenza scaturiti con la vittoria dell'Intesa nella Prima Guerra Mondiale, era stato sistematicamente messo in discussione e poi stracciato dalla rinascita delle potenza militare della nuova Germania nazista. Un processo iniziato nel 1933 e durato circa sei anni che aveva le sue basi nel generale sconvolgimento politico ed economico scaturito dalla crisi del 1929. In Germania la crisi economica fu devastante, la disoccupazione crebbe in maniera esponenziale, la miseria si diffondeva sempre di più, il sistema parlamentare democratico borghese si rivelò ogni giorno meno in grado di mantenere senza scossoni la borghesia al potere. Si svilupparono ideologie ultranazionaliste e razziste, che scaricavano sulle altre potenze e sulla cosiddetta "lobby ebraica" la colpa di tutti i mali della Germania. Per il partito nazista, fino a pochi anni prima piccolo e insignificante partito di estrema destra, fu facile diventare il vettore politico e organizzativo di tutte queste ideologie. Il movimento operaio tedesco, diretto in primo luogo dai socialdemocratici ma influenzato anche da un forte partito stalinista, non fu in grado di opporsi alla catastrofe che gli stava cadendo addosso. Non fu difficile per Hitler, una volta andato al governo nel gennaio del 1933, liquidare in poche settimane ogni opposizione a cominciare da stalinisti e socialdemocratici. Era arrivato per il nazismo il momento di restaurare il Reich Tedesco. Al riarmo, che aveva già avuto un timido inizio durante gi ultimi anni della Repubblica di Weimar, seguì una politica di espansione territoriale. Il territorio della Saar fu riunito, dopo un referendum, alla madre patria tedesca, la Renania, violando li trattato di Versailles fu rimilitarizzata, nel 1938 anche l'Austria si unì al Reich diventandone una provincia. L'atteggiamento di Francia e Regno Unito a questo nuovo, aggressivo, corso della politica estera tedesca fu quello di una ricerca di un accordo per evitare, almeno nell'immediato, lo scontro. Sul piano militare fu firmato un accordo che permetteva la rinascita della marina militare tedesca, sul piano politico gli anglo-francesi assecondarono le mire naziste sulla Cecoslovacchia. Con la conferenza di Monaco del settembre 1938, Hiltler, con la mediazione italiana e il beneplacito del primo ministro inglese Chamberlain e di quello francese Daladier, si annetteva il territorio dei Sudeti dove viveva un forte minoranza tedesca: in breve tempo la Cecoslovacchia cessava di esistere come stato, i voraci vicini polacchi e ungheresi si appropriarono di alcuni sui territori, la Slovacchia divenne indipendente e ciò che restava del territorio divenne il Protettorato tedesco di Boemia e Moravia. I maggiori stati imperialisti cercavano di ridefinire la ripartizione del continente europeo evitando di scendere in guerra fra di loro. In questa competizione il regime nazista giocava d'azzardo cercando di tirare il più possibile la corda senza che si spezzasse. Spezzarla significava la guerra e la Germania riteneva di non aver completato ancora la sua preparazione per affrontarla, specialmente in campo navale. Questo gioco non riuscì con la crisi di Danzica dell'estate 1939: gli anglo-francesi non erano più disponibili ad accettare l'espansionismo tedesco senza colpo ferire. Il 3 settembre 1939, due giorni dopo l'inizio dell'invasione tedesca della Polonia, Francia e Inghilterra dichiararono guerra alla Germania: iniziava così la Seconda Guerra Mondiale, sarebbe durata esattamente sei anni, fino al 2 settembre 1945. Mentre gli anglo-francesi iniziarono a schierarsi sul confine occidentale e dietro la Linea Maginot, l'esercito tedesco avanzò rapidamente disgregando senza pietà le difese polacche, dal 17 settembre, dichiarando che "lo stato polacco aveva cessato d' esistere" i russi iniziarono a invadere la parte orientale della Polonia. La spartizione del paese fra Germania e Russia era stata sancita con un accordo fra i ministri degli esteri Ribbentrop e Molotov. Non riuscendo ad accordarsi con gli anglo-francesi il regime stalinista non si fece scrupoli a trovare un accordo con la Germania nazista. I primi di ottobre cessava ogni resistenza polacca. Ironia della storia, un paese che aveva partecipato, con il beneplacito di Francia, Inghilterra e Italia, alla spartizione della Cecoslovacchia assieme al regime nazista tedesco e a quello fascista ungherese, subiva, esattamente un anno dopo la stessa sorte. M. Faroldi

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