Internazionale
IRAQ

UN CAOS FRUTTO DELL’INTERVENTO IMPERIALISTA

Dopo aver preso, il 10 giugno, Mossul, seconda città dell’Iraq situata nel nord del paese, le milizie islamiste dello “Stato islamico dell’Iraq e del Levante” hanno esteso il loro controllo ad ovest di Bagdad. L’esercito iracheno ricostituito con l’aiuto e i soldi dell’esercito statunitense dopo la caduta di Saddam Hussein, non ha retto davanti all’avanzata delle milizie fondamentaliste islamiche. L’Iraq, impoverito da anni di guerra e di occupazione, sta di nuovo sprofondando nel caos e rischia una lunga e feroce guerra tra fazioni religiose.

Da tempo le divisioni religiose sono state uno strumento per il potere. Ma dopo la guerra contro l’Iraq di Saddam gli occupanti americani hanno licenziato gran parte dell’esercito e dei quadri dello Stato che lo sostenevano, in maggioranza sunniti, e hanno favorito un nuovo potere appoggiato prevalentemente dagli sciiti. Così facendo hanno coscientemente alimentato l’odio tra queste due fazioni religiose, secondo la vecchia politica del “dividere per imperare”. Contemporaneamente nel corso della guerra civile siriana gli Stati Uniti e i loro alleati quali l’Arabia saudita, la Turchia o il Qatar, hanno favorito le milizie jihadiste sunnite per indebolire il potere di Assad. Oggi sono le stesse che, passata la frontiera, prendono il controllo di gran parte dell’Iraq.

Il caos che si sta estendendo nel paese è il risultato delle manovre dell’imperialismo che ha sempre cercato di aizzare una parte della popolazione contro l’altra. Oggi non riesce più neanche a controllare le bande da lui armate e sostenute. Ma è tutto il Medio Oriente che sta scoppiando, dalla Siria all’Iraq e all’Afghanistan, ma anche il Libano, senza dimenticare Israele e la Palestina.

Gli interventi imperialisti pretendevano di portare il progresso e la democrazia ma miravano innanzitutto a a dominare la regione e le sue ricchezze, petrolifere in particolare. Oggi si vedono distruzioni, impoverimento, regressione politica e sociale, in particolare contro le donne, oscurantismo e strapotere delle fazioni religiose, e per finire la frantumazione del paese. Le popolazioni non hanno finito di pagare il prezzo altissimo delle manovre imperialiste.

M.R.


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