Internazionale
Egitto

Quattro mesi di occupazione, assediati da guardiani e cani

Dei militanti egiziani ci mandano la seguente corrispondenza, che mostra come i lavoratori provano a difendere i loro diritti elementari mentre in Egitto i padroni vorrebbero riprendere tutto ciò che hanno dovuto mollare dall’inizio della cosiddetta "primavera araba".

Da quattro mesi gli 84 lavoratori della società nazionale dell’olio vegetale, impresa egiziana, filiale dell’americana Scargill, manifestano con un sit-in davanti alla sede dl gruppo, nella città industriale di Borj Al-Arab. Sono assediati da guardiani accompagnati da cani.

Dal momento della sua nomina nell’agosto scorso, dopo il colpo di Stato che ha portato al potere il generale Al-Sissi, il nuovo direttore ha dichiarato che non avrebbe più accettato nessuna libertà sindacale. Le riunioni con i rappresentanti sindacali sono state soppresse e i contratti collettivi sospesi. Sono seguiti una serie di provvedimenti arbitrari contro i lavoratori, contrari a tutte le disposizioni legali. L’accesso è stato vietato agli ispettori del lavoro e le proteste presso il ministero sono rimaste senza effetto

Nel corso di un’assemblea i lavoratori hanno allora deciso di reagire con un sit-in, una forma di protesta frequente in Egitto, per provare a far reagire le autorità o la direzione dell’azienda all’estero. A questo sit-in cominciato il 15 dicembre, la direzione ha risposto con una sospensione del personale senza stipendio, col pretesto del mancato arrivo del materiale necessario alla produzione. Di fronte al proseguire della protesta la direzione ha rinnovato questa decisione settimana dopo settimana. Poi sono stati assoldati mascalzoni accompagnati da cani feroci per attaccare i protestatari la notte. E poi, da gennaio, sono seguiti i licenziamenti, raggiungendo adesso un totale di 75.

Quattro mesi sono passati e i lavoratori sono sempre assediati da questi mascalzoni con i loro cani furiosi. La direzione ha proseguito l’escaletion, tagliato l’elettricità e l’acqua e impedito l’arrivo di cibo e medicine ai lavoratori. La compagnia di vigilanza è stata sostituita da un’altra con cani ancora più feroci. Il 6 febbraio la ditta ha voluto, con l’aiuto di una gru, ritirare le roulotte utilizzate dai lavoratori più anziani, qualche volta malati, per dormire al riparo del freddo. Per impedirlo questi ultimi si sono legati alle roulotte e si sono arrotolati il cavo intorno al collo. A questo punto il conduttore della gru ha rifiutato l’ordine del direttore di sollevare le roulotte.

Ecco con quale accanimento la direzione dell’impresa agisce per negare i diritti dei lavoratori, che adesso cerca di affamare interrompendo il pagamento dei salari e anche il pagamento di pensioni a cui alcuni hanno diritto, tutto questo nell’indifferenza delle autorità.

I lavoratori della società nazionale per gli oli vegetali chiamano tutti i lavoratori, sindacati e partiti in Egitto e all’estero a sostenere la loro battaglia per i diritti, tra l’altro facendo pressione sulla direzione centrale dell’impresa a Ginevra.


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