Internazionale

CLIMA DI GUERRA FREDDA

Nel braccio di ferro, essenzialmente diplomatico, che sta opponendo i paesi imperialisti occidentali alla Russia a proposito dell’Ucraina, si è colpiti dal tono dei discorsi occidentali. Sanno di guerra fredda, questo contrasto di interessi che aveva opposto gli Stati Uniti e i loro alleati all’Unione sovietica dopo la fine della seconda guerra mondiale.

L’Urss che il presidente americano Reagan chiamava “l’impero del male” serviva a giustificare l’esistenza di organismi militari che dovevano proteggere il cosiddetto “mondo libero”. Soprattutto la Nato, coalizione di forze armate intorno a quelle degli Stati Uniti. Ma anche se l’Urss fu sciolta alla fine del 1991 è se la Russia non fa più neanche finta di riferirsi al comunismo, la Nato non è stata smantellata. Dispone addirittura della più potente armata di missili balistici e sommergibili nucleari che si possa immaginare. Ma questo non le impedisce di presentarsi quasi come una organizzazione pacifista quando il suo segretario generale dichiara: "siamo pronti a sostenere l’Ucraina nelle sue riforme democratiche".

I mass media occidentali hanno ripreso questa cinica dichiarazione nella quale si riconoscono unanimemente, così come i rispettivi governi. Come quando la Nato esorta la Russia "ad evitare ogni azione che potesse provocare una escalation" o l’accusa di "minacciare la pace in Europa" mentre gli stati membri della Nato non smettono di condurre guerre da tutte le parti del pianeta.

I titoli giornalistici del tipo "fin dove andrà Putin?" oppure "si può ancora evitare la guerra in Ucraina?" riflettono non tanto la realtà sul terreno quanto il cinismo editoriale, commerciale e politico di massa media che soffiano sul fuoco. Ma sono anche emblematici del proseguirsi del braccio di ferro tra le grandi potenze occidentali e la Russia di cui provano sempre a limitare la zona d’influenza.

Certamente questo rimane uno scontro per interposto alleato, e le grandi potenze non hanno nessuna voglia, né alcun bisogno di un conflitto che anche se lo si volesse limitare all’Ucraina si svolgerebbe alle porte dell’Unione europea. Quindi domani o dopodomani ci saranno dirigenti che si vanteranno di avere evitato la guerra, così come fece Sarkozy nel 2008 al momento del conflitto tra Russia e Georgia, che l’Occidente cercava di allontanare da Mosca. Ma gli avvenimenti intorno alla crisi ucraina dimostrano almeno una cosa: lo scoppio dell’Urss non ha affatto posto fine alla volontà egemonica delle potenze imperialiste e alla loro politica guerrafondaia. E non ha neanche posto fine al cinismo con cui dirigenti e mass media possono mentire in modo vergognoso per orientare il pubblico nel senso che si augura la borghesia.

PL


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