Internazionale
Repubblica centrafricana

Nuovo intervento imperialista

L’esercito francese è intervenuto in Repubblica centrafricana, come aveva fatto l’anno scorso nel Mali. L’obiettivo ufficiale di queste operazioni militari è porre fine ai massacri e disarmare le milizie che ne sono responsabili. Secondo i mass-media una parte della popolazione avrebbe applaudito all’arrivo delle truppe francesi, e si può capire che sia stato accolto con relativo sollievo dopo le stragi che si sono svolte nel paese durante i mesi scorsi. Ma il bilancio della presenza dell’imperialismo francese in Repubblica Centrafricana è particolarmente pesante.

Le truppe francesi sono presenti nel paese praticamente in modo continuo dall’indipendenza. Questa presenza ha portato al paese solo povertà, dittatura e in fin dei conti allo sfacelo dello Stato all’origine della drammatica situazione attuale.

La storia della Repubblica centrafricana è fatta da una lunga serie di dittature mantenute al potere dalla Francia, poi lasciate a se stesse quando non convenivano più. Quando le ex colonie d’Africa nera diventarono indipendenti, l’obiettivo dei governi francesi dell’epoca era innanzitutto di instaurare un quadro che consentisse di andare avanti nel saccheggio del continente. I grandi complessi territoriali dell’epoca della colonizzazione furono spezzettati in parecchi paesi senza possibilità di sviluppo economico, come la Repubblica centrafricana o il Mali completamente rinchiusi all’interno delle terre. Non era importante poiché si trattava di continuare a succhiare le loro ricchezze verso la metropoli e non di permettere ai loro abitanti di vivere una vita decente. I dirigenti dei nuovi Stati furono selezionati in funzione della loro sottomissione agli interessi dell’ex metropoli, allontanando anticipatamente quelli che potessero dare la precedenza al benessere del popolo.

Così si formò un personale politico costituito da predatori, senza alcuna base sociale nella popolazione e di cui il famoso Bokassa che si fece proclamare imperatore della Repubblica centrafricana fu solo un rappresentante fra gli altri.

Da molto tempo il fittizio Stato centrafricano è scoppiato, non tanto sotto i colpi di bande ribelli quanto semplicemente in seguito al saccheggio delle poche risorse del paese da parte dei suoi dittatori, in collaborazione con l’imperialismo francese e i suoi rappresentanti. L’unica base delle successive dittature fu l’esercito francese, che ha fatto e disfatto i presidenti da 50 anni. Nel frattempo il paese affondava sempre più nella miseria e l’insicurezza, privo di scuole, di ospedali, di infrastrutture, in particolare in questa regione del Nord da tempo abbandonata alle bande armate.

L’intervento militare in corso, attuato col pretesto di un’operazione umanitaria, mira solo a perpetuare questa situazione. L’esercito francese certamente non ha in serbo un presidente di ricambio, ma il suo intervento lascia un po’ di tempo ad Holllande per fabbricarne uno. Il 23 marzo scorso, quando la Seleka, un raggruppamento di bande armate venute dal Nord, entrò nella capitale Bangui e saccheggiò la città, Hollande non rispose alle domande d’aiuto dell’ex presidente Bozizé, a cui si era deciso di togliere il sostegno. L’esercito francese non si mosse, ma già da quel momento si preparò ad un intervento militare conservando il controllo dell’aeroporto.

Arrivata al potere, la Seleka si divise immediatamente in tante bande armate quanti erano i suoi capi. Il suo scioglimento ufficiale fu solo una formalità. Le bande misero Bangui a ferro e a fuoco come avevano fatto nel resto del paese, suscitando in ritorno la creazione di milizie “anti-balaka” (cioè anti-machetes) di cui si dice che avrebbero il sostegno dell’ex presidente Bozizé rifugiato all’estero. Questi scontri hanno poi preso l’aspetto di conflitti religiosi, la Seleka essendo stata composta innanzitutto da musulmani del Nord mentre la popolazione centrafricana è in maggiorana cristiana.

L’intervento odierno prende posto in questo caos mantenuto da decenni dalla presenza dell’imperialismo francese. Hollande ha fissato come obiettivo politico a queste operazioni lo svolgimento di elezioni alla fine del 2014. Nel frattempo proverà a far emergere qualche capo che possa prendere il seguito dei precedenti dirigenti sostenuti da Parigi e che sia suscettibile di garantire il loro posto privilegiato alle grandi compagnie francesi. Lungi dall’essere un fattore di sicurezza della popolazione, il dominio dell’imperialismo francese, garantito dal suo esercito, è la causa principale della povertà e dei conflitti che rovinano la regione, per cui la Repubblica centrafricana, il Mali o lo Ciad rimangono tra i paesi più poveri del mondo. Fuori dall’Africa le truppe e l’imperialismo francese!

D.M.


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