Internazionale
STATI UNITI

DOPO LO “SHUTDOWN”LA CATASTROFE RIMANDATA A PIÙ TARDI

Dopo 16 giorni di confronto tra il Partito democratico e il partito Repubblicano, un accordo ha posto fine temporaneamente allo “shutdown”, il taglio che subivano numerosi servizi dello Stato americano.

Giovedì 17 ottobre quasi 800 000 statali che erano stati mandati a casa dovevano riprendere il lavoro. Loro dovrebbero alla fine percepire un indennizzo, invece i lavoratori del privato subiranno una perdita netta di salario. Sarà il caso per esempio dei lavoratori dei ristoranti dei parchi nazionali che sono stati messi in vacanze forzate e non saranno indennizzati. Ma il malcontento provocato nell’opinione pubblica è ben lungi dall’essere l’unica ragione del compromesso trovato.

I deputati repubblicani hanno bloccato la legge finanziaria ai primi di ottobre perché volevano opporsi alla cosiddetta riforma della sanità “Obamacare” che accusano di essere di ispirazione “socialista”. Questa riforma certamente non si merita un tale onore. Ma all’avvicinarsi del 15 ottobre, un altro ingranaggio dello Stato americano poteva incepparsi: la sua capacità a finanziarsi.

E infatti il Parlamento americano deve regolarmente votare un tetto per il debito pubblico. Non votare un rialzo di questo tetto o qualsiasi altro accordo che consenta allo Stato di prendere nuovi prestiti rimette in discussione la capacità di quest’ultimo di rimborsare il debito alla scadenza voluta. Un default nei pagamenti degli Stati Uniti avrebbe avuto tale ripercussioni sull’economia mondiale che era a priori inconcepibile che repubblicani e democratici non trovassero un accordo. E in realtà nessuno lo poteva davvero temere.

Ma l’economia mondiale è come il latte sul fuoco. Gli speculatori, cioè le grandi banche dei paesi capitalisti, manipolano somme tali che un semplice movimento di panico può portare ad una crisi finanziaria come quella del 2008, con fallimenti a catena e un aggravarsi della crisi. E questi movimenti possono essere scatenati da qualsiasi brutta notizia o addirittura dall’anticipazione di una di queste brutte notizie.

Molti banchieri quindi hanno chiamato democratici e repubblicani a smettere le loro schermaglie al più presto. Sono stati anche contrariati, una volta trovato l’accordo, che quest’ultimo fosse valido solo per due mesi e mezzo. Al di là delle schermaglie politiche questo caso dimostra quanto l’economia mondiale è sull’orlo dell’abisso e quanto ci può cadere facilmente. Lo riconoscono gli stessi banchieri.

P.R.


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