Internazionale
La politica micidiale dei dirigenti europei

Centinaia di morti nel Mediterraneo

Dal 3 ottobre e mentre ogni giorno prosegue la strage dei naufragati nel Mediterraneo, le varie autorità hanno espresso una finta commozione. Il direttore dell’Alto commissariato ai rifugiati si è dichiarato sconvolto nel vedere che i “siriani, dopo essere scampati alle bombe e alle pallottole, potessero morire nel mare, mentre avrebbero potuto chiedere asilo in Europa”. Il 9 ottobre, il presidente della Commissione europea, Barroso, si è recato sull’isola di Lampedusa per esprimere la propria emozione... giustamente accolto da imprecazioni e urla ostili. Ban Ki-Moon, segretario generale dell’ONU ha dal canto suo chiesto “provvedimenti che trattino le cause profonde” dei naufragi.

Ma questi personaggi chi pretendono di ingannare? Sembra che non siano informati delle scelte fatte al riguardo dai governi e dall’Unione europea da quasi vent’anni. Fin dal 1997, l’Unione, all’epoca Comunità europea, ha deciso di limitare gli spostamenti in seno alla zona Schengen per i richiedenti asilo e ristretto sia l’accesso ad un posto di lavoro che il ricongiungimento familiare. Al consiglio di Siviglia, nel 2002, la lotta contro l’immigrazione clandestina fu dichiarata priorità assoluta e l’aiuto allo sviluppo di parecchi paesi poveri condizionato al loro impegno a limitare le migrazioni. Nel 2004, una banca dati unica, tra l’altro per le impronte digitali dei migranti, è stata creata al livello europeo. È nata l’agenzia Frontex, incaricata di sorvegliare i confini europei. Fin d’allora, accordi di cooperazione sono stati firmati con numerosi Stati, dal Marocco al Pakistan, alla Turchia, la Russia, l’Albania, ecc. L’Algeria ha anche varato una legge che colpisce il “reato di emigrazione illegale”. E ancora, nel 2008, una direttiva europea, la cosiddetta “Ritorno” facilitava i procedimenti di rinvio degli stranieri verso il paese di origine ed aggravava le condizioni di detenzione provvisoria prima della traduzione al confine. Tutto questo senza parlare poi delle politiche nazionali dei vari Stati europei, in particolare l’Italia, contro gli immigrati.

Ed ora, anche dopo “l’emozione” provocata dal dramma di Lampedusa, l’Unione europea non pensa ad altro che ad un rafforzamento dei mezzi di Frontex per sorvegliare i confini. Ha appena votato l’attuazione del piano Eurosur, che le darà nuovi mezzi con l’uso di droni, radar e satelliti. In questo modo decine di milioni di euro saranno dedicati a combattere alcune decine di migliaia di poveri che vorrebbero scampare alla miseria e alla violenza delle dittature e delle guerre.

Nel frattempo, il numero dei migranti che perdono la vita nel Mediterraneo continua ad aumentare. I rappresentanti delle grandi potenze possono versare lacrime ipocrite sulle vittime, fare finta di indignarsi contro il business dei trafficanti: più i governi europei chiudono a chiave il loro territorio e più lasciano i migranti in preda alle mafie di trafficanti.


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