Internazionale
Scrive un operaio di Mirafiori

IL NULLA

Ormai l’attacco frontale di Marchionne atto a distruggere tutti i diritti dei lavoratori per togliere tutte le armi in possesso dei compagni per contrastare le ingiustizie e portare avanti le giuste rivendicazioni su contratti,salari,ecc.,è giunto al termine.
Alla fine l’AD è riuscito a imporre a tutti gli stabilimenti il suo modello “FABBRICA ITALIA”. Tutto questo è stato possibile grazie all’aiuto dei governi (prima quello Berlusconi,adesso quello Monti),di tutti i partiti sia di destra che di sinistra, del presidente della repubblica Napolitano,ma soprattutto grazie all’avallo di chi avrebbe dovuto contrastare con fermezza e con forza questo sopruso: i sindacati .

Lasciamo perdere ,CISL,UIL, UGL e FISMIC che fanno gli interessi del padrone pur di rimanere all’interno delle fabbriche ed avere la loro fetta di torta,ma la stessa FIOM non è esente da responsabilità per questa situazione perché pur denunciando la sua contrarietà al progetto Fabbrica Italia non è mai stata in grado di abbozzare una vera lotta come la situazione avrebbe richiesto ma,anzi, è andata addirittura a firmare accordi simili,vedi Bertone. Per non parlare dell’ultimo sciopero in cui proclamava il suo assenso all’accordo del 28 giugno mentre fino al giorno prima si era dichiarata sempre fieramente contraria. Accordo che prevede ampie deroghe al contratto, deroghe da decidere per ogni singola azienda. Accordo che rivede le regole sulla rappresentanza sindacale all’interno delle aziende limitandola di fatto ai soli sindacati firmatari ed escludendo così i veri antagonisti di questo scellerato piano contro i diritti di tutti i lavoratori : il sindacato di base.

Tutto ciò è stato fatto sotto le mentite spoglie di una sola parola : lavoro (a qualsiasi condizione). Ora noi come sindacato di base (COBAS) avevamo capito da subito che le reali intenzioni di Marchionne e del capitalismo in generale, erano quelle di distruggere tutte le resistenze ai suoi voleri per poter schiavizzare la classe operaia e sfruttarla fino all’ultima goccia di sudore,togliendole ogni diritto ed ogni dignità.

Purtroppo la cosa non è stata recepita dalla maggior parte dei lavoratori.
Ora che hanno ottenuto ciò che volevano però,dovrebbero mantenere la loro parola: LAVORO!!! Mettiamo un attimo da parte, per assurdo, i diritti e la dignità :
ma il lavoro dov’è? A Mirafiori la cassa è stata prolungata fino alla fine del 2013 dopodiché non si sa ancora che cavolo Marchionne e la Fiat vogliono produrre.
Continuano a cambiare programmi ogni volta che rilasciano dichiarazioni ai quattro angoli del mondo. Pomigliano non decolla con questa benedetta Panda mentre Fiat continua ad investire concretamente all’estero, mandando addirittura operai e capi in Serbia per istruire i suoi futuri schiavi, senza tra l’altro tirare fuori un euro per gli stipendi dei compagni serbi perché è lo stato serbo che mette i soldi per far lavorare i suoi operai. Sul futuro invece dei nostri stabilimenti una cosa sola è certa :
IL NULLA
Siamo stati abbandonati da tutti,politica,istituzioni e sindacati ed è proprio per questo,compagni,che bisogna cancellare tutto questo”nulla” frequentando le nostre sedi,partecipando alle nostre iniziative di lotta,unendoci tutti per ricompattare la classe operaia,tirare fuori le palle e guardare negli occhi tutti coloro che vogliono far pagare a noi questa crisi per fargli capire che non abbiamo paura e che non cederemo più di un passo,anzi lotteremo con tutte le nostre forze per riottenere tutto ciò che gente senza scrupoli ci ha tolto. Compagni fatevi vedere e sentire perché c’è ancora gente che dà l’anima per difendere diritti e dignità sul posto di lavoro !

Un operaio del Cobas Mirafiori

Condividiamo l’essenziale di quanto scrive questo compagno. Soprattutto lo spirito di resistenza, la volontà di lotta che esprime. Proprio queste caratteristiche ne fanno però qualche cosa che va oltre il limite dello steccato sindacale. C’è oggi nelle fabbriche un “nulla” politico che va riempito con l’iniziativa, lo studio, la pazienza e l’organizzazione dei lavoratori più consapevoli.


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