Internazionale
Francia

Sciopero negli areoporti

Alla vigilia delle feste di Natale gli agenti di sicurezza degli aeroporti francesi hanno fatto undici giorni di sciopero, creando non poche difficoltà al traffico aereo. Il governo ha reagito accusando tra l’altro gli scioperanti di essere degli irresponsabili, degli egoisti che prendevano gli altri lavoratori in ostaggio proprio al momento della partenza in vacanze. Poi il governo ha mandato i gendarmi a sostituire i lavoratori in sciopero, schierandosi apertamente dalla parte dei padroni. Ma questi alla fine hanno dovuto cedere almeno in parte davanti alla determinazione degli scioperanti.

I quasi 10000 agenti che in Francia effettuano i controlli di sicurezza prima dell’imbarco dei passeggeri sono salariati di ditte d’appalto degli aeroporti e lavorano in condizioni disastrose. Per garantire la partenza degli aerei in orario, devono spesso arrivare alle 5 del mattino o lavorare fino a tarda notte, sette giorni su sette compreso la domenica, fare lunghe giornate di lavoro senza sale di riposo decenti, senza mensa aziendale, per un salario tra 1100 euro e 1300 euro mensili appena superiore al salario minimo esistente in Francia.

I lavoratori chiedevano un aumento di 200 euro mensili, una rivendicazione di cui i padroni non volevano sentir parlare. All’aeroporto di Parigi- Roissy, che conta 4000 agenti, essi hanno sfilato e tenuto le loro assemblee all’interno dell’aeroporto nonostante i divieti del prefetto e l’intervento della polizia, e dimostrato che anche l’invio dei gendarmi per sostituirli non li faceva rinunciare allo sciopero.

Alla fine i padroni hanno dovuto accettare, se non i 200 euro mensili, almeno il pagamento di premi equivalenti ad un aumento di circa 80 euro al mese. Hanno anche dovuto accettare un’altra rivendicazione essenziale, e cioè che in caso di cambio della società titolare del contratto d’appalto con l’aeroporto, il nuovo padrone abbia l’obbligo di riassumere al 100% il personale della ditta precedente.

Gli agenti hanno ripreso il lavoro su questo successo parziale, anche se alcuni avrebbero preferito proseguire lo sciopero per ottenere concessioni più significative. Comunque tutti hanno il sentimento di essersi fatto rispettare sia dai loro padroni che dal governo che li ha sostenuti. E infatti questa categoria di lavoratori, oscura e ignorata, ha dimostrato che come tutte le altre è necessaria al funzionamento della società e, con la forza dello sciopero, può costringere padroni e governo a fare un passo indietro.

A.F.


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