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I CONTRATTI NELL’AUTOMOBILE: MENZOGNE, MANOVRE INTIMIDATORIE E COERCIZIONE

Questo articolo è tradotto dal numero del 31 ottobre 2011 del quindicinale “The Spark”, pubblicato dall’omonima organizzazione trotskista americana.

Nuovi contratti sono stati firmati alla General Motors, alla Ford e alla Chrysler. I padroni vanno in estasi: "è stato il contratto meno costoso da decenni". I rating di Ford e GM sono stati immediatamente rivisti al rialzo ed è stata annunciata l’intenzione di ricominciare a distribuire dividendi nel 2012.

Per la prima volta dal 1953 la General Motors ha bloccato l’aumento delle pensioni. E appena concluso l’accordo, la Chrysler ha annunciato un profitto trimestrale di 212 milioni di dollari che si aggiungono al gruzzolo di 27 miliardi di dollari che detiene insieme con la Fiat.

I lavoratori della Ford, della GM e della Chrysler hanno accettato sacrifici molto importanti nel 2009, sacrifici che dovevano essere provvisori, per aiutare le imprese “sull’orlo del fallimento”. Ma i contratti del 2011 sanciscono questi sacrifici come sacrifici permanenti.

Una campagna intimidatoria

Per costringere i lavoratori ad accettare tali arretramenti, i responsabili del sindacato dei lavoratori dell’automobile UAW hanno lanciato una campagna tesa a spaventare i lavoratori, ricorrendo alle menzogne, creando confusione, dandosi all’intimidazione e alla frode. Ai padroni è bastato starsene zitti e lasciare il loro “interlocutore” sindacale pesare sul voto.

Gli alti burocrati hanno raccontato i peggiori orrori sulle conseguenze che sarebbero venute da un voto negativo. Alla GM e alla Chrysler, spiegarono che se si fosse fatto ricorso ad un arbitraggio, i mediatori avrebbero soppresso il premio di firma del contratto, ciò che i giornalisti fecero in fretta a ripetere. Alla Ford minacciarono di mettere immediatamente i lavoratori in sciopero, con il rischio che in fin dei conti riuscissero solo ad ottenere un contratto ancora peggiore.

I responsabili sindacali locali hanno ripreso a loro volta queste storie e aggiunto menzogne alle menzogne. Hanno affermato che il mediatore della Chrysler avrebbe diminuito i salari orari di quattro dollari. Nelle fabbriche della Ford affermavano che gli operai avrebbero passato Natale al picchetto di sciopero intorno ai bracieri, guardando passare i crumiri assunti dall’azienda, e che non avrebbero potuto pagare le cambiali della loro casa né della loro auto.

I burocrati si assicurano il voto

I responsabili sindacali hanno adattato le regole elettorali e le procedure di voto alla situazione. Nelle fabbriche Rouge della Ford il voto è stato scaglionato su nove giorni mentre i responsabili risalivano le catene di montaggio facendo pressione su ogni operaio, procedendo al voto con recipienti non sigillati e rendendo impossibile il controllo dello scrutinio. In altre fabbriche il voto è stato organizzato di domenica, limitando così il numero dei votanti.

In un ultimo colpo di forza indecente il presidente della UAW King ha deciso che il voto “No” degli operai specializzati della Chrysler non aveva senso. In effetti ha dichiarato che la ragione per cui avevano rifiutato il contratto non si poteva collegare con i grossi passi indietro che gli erano stati imposti. Di conseguenza dichiarò il contratto approvato nonostante il voto degli operai specializzati e le regole del sindacato in materia.

I lavoratori non si sono lasciati accecare

Si è fatto di tutto per convincere i lavoratori che non avevano scelta. Eppure, prima che la campagna intimidatoria riuscisse ad agire, le prime consultazioni svolte negli impianti dei tre costruttori dimostrarono che la prima reazione dei lavoratori era di rifiutare il contratto.

Dopo i primi voti No la burocrazia UAW si mosse dall’alto al basso. Alcuni delegati eletti al livello locale andarono controcorrente, resistettero onorevolmente, dissero la verità, denunciarono le menzogne e incoraggiarono i tesserati a resistere alle pressioni e costrizioni. Ci furono operai della base che fecero del loro meglio per dare un seguito agli sforzi di questi delegati. Il risultato di questi sforzi fu che il voto favorevole è stato ben più stentato del solito.

Questo è importante perché il rifiuto di massa può avere qualche conseguenza in futuro. Nel 2009 gli operai della Ford avevano votato contro una nuova serie di sacrifici che la direzione voleva imporre, come avevano fatto la GM e la Chrysler. Quindi non a caso la direzione Ford questa volta ha offerto ai lavoratori premi che ammontavano complessivamente a 11750 dollari, mentre la GM dava solo un po’ più della metà di questa somma e la Chrysler solo 1750 dollari. Il direttore di fabbricazione della Ford ha dichiarato poi ai giornalisti: "abbiamo sempre saputo che avremmo dovuto dare un po’ più di soldi ai nostri operai per ottenere l’approvazione del contratto”.

Prepararsi per il prossimo attacco

L’arma principale utilizzata contro i lavoratori è stata la paura dell’ignoto. Non c’è stato un vero sciopero nazionale dal 1976. I lavoratori non hanno l’esperienza della potenza che rappresentano quando passano all’azione tutti insieme.

La maggior parte dei lavoratori non si sono lasciati ingannare da questo contratto. Sapevano che era un accordo marcio. Ma hanno bisogno di prendere fiducia nelle proprie forze e nel loro potere di gettare in faccia ai burocrati le menzogne e gli accordi marci.

Questa volta solo una forte minoranza vi era pronta, ma in futuro questo può fare tutta la differenza.

31 ottobre 2011


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