Internazionale

Antille: uno sciopero attivo

Non ci sono grandi fabbriche nelle Antille francesi, ma un gran numero di piccole imprese, qualche volta raggruppate in zone industriali come quella di Jarry alle porte di Pointe-à-Pitre, capoluogo della Guadalupe.Nonostante questo, il collettivo organizzatore è riuscito a dare vita ad uno sciopero che ha avuto successo in tutti i settori d’attività. Se i lavoratori di una piccola fabbrica, di fronte alla forte pressione del padrone, non si sentivano in grado di scendere in sciopero, chiedevano l’aiuto del collettivo che mandava alcune squadre di scioperanti di altri settori, queste squadre, senza violenza ma con la forza della loro presenza, facevano scendere la fabbrica in sciopero.

Così si è sviluppata, sia in Guadalupe che in Martinica, la tattica dello “sciopero marciante”: in una zona industriale o commerciale un gruppo di scioperanti andava da un’azienda all’altra, conquistando ogni volta nuovi lavoratori che aderivano allo sciopero.

La pressione è stata particolarmente forte verso i grandi supermercati. I loro padroni che per lo più appartengono alle famiglie “béké” hanno cercato di mantenerli aperti ad ogni costo. Ma se dopo un primo intervento il supermercato rimaneva aperto, la seconda volta la squadra di scioperanti occupava e bloccava le casse, pregando i clienti presenti di uscire con i loro carrelli... senza però che potessero pagare. Certamente, di questo pochi clienti se ne sono lamentati, e la cosa rendeva lo sciopero ancora più popolare.

Da notare inoltre che, nonostante l’invio di numerose forze di repressione sulle isole, queste forze sono rimaste impotenti di fronte alla forza e alla profondità del movimento.


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