Internazionale
Unione Europea

Virus senza frontiere, epidemie nazionali

In termini di aiuto reciproco, i vari Stati che compongono l’Unione Europea danno soprattutto lo spettacolo di "ciascuno per se stesso". Uno dopo l’altro, hanno chiuso le frontiere dichiarando l’emergenza nazionale e si sono spinti fino a vietare l’esportazione di attrezzature mediche verso i paesi più colpiti.

I più potenti tra loro, Germania e Francia in particolare, hanno deciso le proprie politiche sanitarie, economiche e commerciali. Ognuno ha agito a suo tempo e per le proprie ragioni, senza consultare gli altri e nemmeno un organismo europeo. Le autorità di Praga hanno persino ritenuto opportuno sequestrare da un aereo cinese un carico di materiale medico in transito verso l’Italia. Di fronte alle proteste, il governo ceco ne ha finalmente restituito... una piccola parte.

Di fronte alla crisi sanitaria, l’Unione Europea si sta dimostrando ancora una volta una finzione politica, una traballante squadra di Stati che difendono le loro proprie prerogative. Eppure c’è un punto su cui le autorità europee hanno fatto la loro parte: quello di aiutare i maggiori trust, quelli per i quali l’Unione è stata costruita. Non solo la BCE ha promesso 750 miliardi di euro di garanzie ai mercati finanziari, ma la Commissione ha autorizzato ciascuno degli Stati membri a spendere somme illimitate nel tentativo di evitare il loro crollo.

Tuttavia, nonostante gli sconvolgimenti finanziari, nonostante il disastro sanitario, l’Unione Europea ha continuato il suo lavoro. Lunedì 23 marzo è stato finalizzato l’accordo per la costruzione del veicolo blindato europeo ed è stato annunciato un miliardo di euro per il finanziamento di studi e prototipi. Di fronte alla concorrenza americana, sono necessari investimenti e ammortamenti su scala europea per sperare di produrre e vendere attrezzature militari competitive all’esportazione. Veicoli corazzati, fregate e aerei da guerra sono ora programmati su scala europea. Questo tipo di accordo, frutto di un compromesso tra le varie potenze e i loro venditori nazionali d’armi, è forse l’unica cosa che l’Europa capitalista riesce ancora a fare.

P G


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