Internazionale
FRANCIA

Le elezioni europee e la necessità di un partito di classe

Alle elezioni europee, il Rassemblement national (RN, nuovo nome del Fronte nazionale della Le Pen) si è compiaciuto di avere avuto più voti del partito di Macron, la Republique en marche (LREM) mentre quest’ultimo si rallegrava dell’aver limitato i danni grazie ad una maggiore partecipazione elettorale. Ma l’elettorato popolare, con i lavoratori dipendenti, i disoccupati e i pensionati, è rimasto in gran parte lontano da queste europee.

Nei quartieri operai, molti sono ormai schifati da elezioni che non cambiano mai il loro destino e quindi non sono andati a votare. E non bisogna dimenticare tutti coloro che, immigrati, non hanno il diritto di voto anche se, come sfruttati in questo paese, sono una parte importante del proletariato. Il gioco dei partiti in queste elezioni non ha lasciato all’elettorato popolare che la scelta tra Macron, rappresentante caricaturale dell’arroganza borghese verso i lavoratori e la milionaria Le Pen, la scelta tra la peste e il colera.

Quando funzionava ancora il sistema dell’alternanza tra destra e sinistra, quest’ultima beneficiava di un passato che ancora la legava al movimento operaio. Oggi, oltre il rigetto che la sinistra sta provocando nell’elettorato popolare, l’intero sistema della democrazia borghese viene messo in discussione, poiché sembra che le elezioni, invece di permettere il cambiamento, servono solo a mascherare il fatto che nulla sta cambiando.

La borghesia delle grandi potenze imperialiste ha trovato nel parlamentarismo un sistema con cui può nascondere il suo controllo sulla società, dando alla popolazione l’illusione che la vita sociale dipende da essa e dai loro voti, quando in realtà è sottoposta alla spietata dittatura del grande capitale. Ma questa illusione funziona solo finché rimane credibile, e questo succede sempre di meno. Ecco dove sono le radici della crisi della democrazia borghese. Da queste stesse radici proviene l’ascesa di correnti politiche favorevoli a regimi autoritari.

Nel momento in cui la democrazia borghese è minata dal crollo del capitalismo, dalla crisi economica, dalle minacce di guerre e dai disastri ecologici, alcuni hanno l’ambizione di ricostruire la sinistra.
Questa sinistra, fintanto che aveva un certo credito tra i lavoratori, era un mezzo per legare il movimento operaio al sistema istituzionale della borghesia. Questo strumento si è rotto eseguendo questo compito, e tutti coloro che lo vogliono rimettere a posto ingannano i lavoratori mentre la società è spinta verso i baratro.

L’opposizione all’estrema destra, con tutta la sporcizia reazionaria e antioperaia che porta con sé, non si può fare risuscitando i corpi dei vecchi partiti. Ciò che è vitale da ricostruire è il movimento operaio, affinché possa innalzare la bandiera della lotta contro la dittatura borghese sulla società.

Per quanto piccolo sia il numero di coloro che si ritrovano nelle idee di lotta di classe, sono quelli che rappresentano il futuro. Il campo operaio non è un’astrazione. Prima di essere una scelta politica consapevole, è una realtà sociale. La guerra che la grande borghesia sta conducendo contro i lavoratori può solo finire con la fine della lotta di classe, cioè con la distruzione dell’organizzazione capitalistica della società. L’opposizione al capitalismo scaturirà sempre dall’esistenza stessa di questo sistema, dall’avidità della grande borghesia e dalla sua incapacità di rispondere a qualunque problema serio che l’umanità deve affrontare.

L’organizzazione capitalista della società può funzionare solo mantenendo nello sfruttamento e nell’oppressione una parte della società, il proletariato. Per quanto feroce possa essere la dittatura della grande borghesia, e proprio a causa di questa ferocia, prima o poi porterà alla rivolta. È in questa rivolta che la minoranza di lavoratori coscienti può diventare la maggioranza e trasformare la società, ponendo fine al dominio del grande capitale attraverso l’espropriazione della grande borghesia.

La lista di Lutte ouvrière (Lotta operaia) presentata con lo slogan “contro il grande capitale il campo dei lavoratori” ha ottenuto 176.433 voti (0,78%). Pur modesti che siano questi risultati, confermano la presenza di una corrente politica che mantiene la tradizione rivoluzionaria del movimento operaio, l’internazionalismo di fronte all’ascesa del nazionalismo e della xenofobia e la bandiera rossa di fronte alla bandiera tricolore della borghesia. Rafforzare questa corrente, dandole la forza di intervenire nella lotta di classe che i lavoratori devono condurre contro la grande borghesia è il compito essenziale, in questo periodo di crisi economica e di offensiva della classe capitalista. È da questo sforzo che può emergere il partito rivoluzionario dei lavoratori che rappresenti gli interessi materiali e politici degli sfruttati.

La classe operaia ha la forza e i mezzi per porre fine alla dittatura del grande capitale sulla società. Gli manca la consapevolezza delle sue enormi possibilità. Questa coscienza può essere incarnata solo da un partito il cui obiettivo sia quello di condurre la rivoluzione sociale alla sua conclusione, un partito comunista rivoluzionario. Il futuro dell’umanità e forse anche la sua stessa sopravvivenza ne dipendono.

N A JP M


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