Internazionale
Città metropolitana di Torino

Due morti sul lavoro, non è la fatalità

Il 7 febbraio due cantonieri dipendenti della Città Metropolitana di Torino - l’amministrazione che ha sostituito la provincia - hanno perso la vita mentre stavano effettuando un intervento di manutenzione stradale.

Sulla strada un carro attrezzi era impegnato nel soccorso di un auto in panne e un conducente ha voluto sorpassare i due mezzi. Si è trovato di fronte i due cantonieri impegnati nella pulizia dei fossi che scorrono paralleli alla strada, travolgendoli entrambi. Sono morti sul colpo.

La sindaca di Torino Chiara Appendino è accorsa sul luogo dell’incidente ed ha espresso il suo sgomento per la morte dei suoi due dipendenti. Ma non si può solo parlare della responsabilità personale del conducente. Come hanno ricordato i sindacati, “le condizioni di lavoro sono anche il frutto della riforma Delrio delle Province che ha tagliato pesantemente fondi e organici lasciando tutte le funzioni da svolgere. I circa 3mila chilometri di strada in capo alla Città metropolitana di Torino erano gestiti da circa 300 cantonieri, ora da meno di 150".

Un tale taglio all’organico è stato davvero criminale perché si è giocato sulla pelle dei lavoratori. Risale a prima dell’elezione della Appendino, ma lei non ha fatto nulla per rimetterlo in discussione. Oggi un intervento dei cantonieri si fa con meno persone mentre necessiterebbe la presenza di lavoratori appositamente addetti a garantire la sicurezza. Un premio di rischio di 30 euro al mese erogato dall’amministrazione, ecco quanto vale per costoro la vita di un operaio!

I due lavoratori che hanno perso la vita avevano 59 e 62 anni. A quell’età, dopo una vita passata a fare lavori di cantieristica sulle strade in condizioni particolarmente usuranti, questi cantonieri avrebbero dovuto essere in pensione. Sono stati anche le vittime di tutte le riforme delle pensioni imposte negli anni dai governi successivi.

Corrispondenza Torino


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