Internazionale
80 anni fa

Settembre 1938, la fondazione della Quarta internazionale

Settembre 1938, la fondazione della Quarta internazionale

Il 3 settembre 1938 fu proclamata la nascita della Quarta internazionale, il cui testo fondatore fu il “Programma di transizione” steso da Lev Trotsky. Dirigente della rivoluzione russa a fianco di Lenin, irriducibile oppositore di Stalin che aveva eliminato tutti i suoi avversari, in particolare quelli dell’opposizione di sinistra, Trotsky rimaneva a quel momento l’unico dirigente in grado di indicare prospettive rivoluzionarie ai militanti della classe operaia ed ai lavoratori di tutti i paesi.

Non si può dire che in quel momento la rivoluzione sembrasse imminente. In Francia l’ondata di scioperi del giugno 1936 era rapidamente rifluita, mentre in Spagna Franco stava vincendo e in Italia e Germania fascisti e nazisti erano al potere: i lavoratori, le popolazioni, erano ovunque attaccati e schiacciati. Nessuno dei partiti rappresentanti della classe operaia aveva proposto altro che l’unità con i partiti borghesi e le illusioni dei fronti popolari. La sconfitta senza combattimento del partito comunista tedesco di fronte ad Hitler nel 1933 aveva dimostrato che non era più possibile raddrizzare la Terza internazionale né le sue sezioni nazionali. Occorrevano nuovi partiti comunisti.

In questo mondo sorto dalla crisi del 1929, sprofondato in un caos economico e politico e in marcia verso la guerra, Trotsky tentava di raggruppare militanti attorno ad un programma che condensasse i principi e le acquisizioni dei bolscevichi, gli unici che avevano portato fino in fondo una politica rivoluzionaria proletaria. “Partendo dalle condizioni attuali e dalla coscienza attuale di ampi strati della classe operaia”, questo programma e queste rivendicazioni transitorie miravano a definire un percorso che dalle lotte quotidiane dei lavoratori si collegasse alla battaglia per la conquista del potere da parte del proletariato.

Anche oggi il mondo capitalista è in crisi: le guerre, la miseria crescente o l’inflazione galoppante gettano popoli interi sulle strade. Anche nei paesi sviluppati, la classe dominante si mantiene solo spremendo sempre più i lavoratori. Le rivendicazioni transitorie rimangono attuali: la scala mobile dei salari per resistere all’inflazione, la scala mobile delle ore di lavoro contro la disoccupazione, il controllo operaio sulle imprese, l’abolizione dei segreti bancario e commerciale sugli affari di una borghesia incapace di controllare il proprio sistema.

Il Programma di transizione della Quarta internazionale rimane l’unico programma marxista, rivoluzionario, che propone non un catalogo di rivendicazioni economiche, ma una prospettiva di lotta politica fondata sulla convinzione che solo la classe operaia può rovesciare il capitalismo e trasformare la società su scala mondiale. È questo programma che i militanti rivoluzionari devono continuare a difendere e che i lavoratori dovranno portare avanti quando riprenderanno la strada delle lotte, fino al momento in cui, come diceva già uno dei testi dei primi congressi dell’Internazionale comunista, “la classe operaia prenderà coscienza di questa verità che, se vuole vivere, il capitalismo deve morire”.

S. M.


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