Internazionale

Il giovane Karl Marx, un film di Raoul Peck

Coincidenza, quasi nel duecentesimo anniversario della nascita di Karl Marx - nato il 5 maggio 1818 a Treviri in Germania - è uscito in Italia il film di Raoul Peck dedicato al grande rivoluzionario. Vedere questo film e raccomandare a tutti di andare a vederlo è sicuramente un buon modo, non solo di commemorare Marx, ma di capire e fare capire quanto attuali sono le sue idee per chi si pone il problema della trasformazione rivoluzionaria della società.

Il film mostra il percorso politico dei due giovani intellettuali tedeschi rimasti famosi, Karl Marx e Friedrich Engels, tra il 1843 e il 1848. La rivolta contro le ingiustizie della società e i regimi assolutisti che allora dominavano il continente europeo era certamente condivisa da molti rampolli della piccola-borghesia dell’epoca. Ma Marx ed Engels prendono coscienza della necessità di andare oltre. Diventano dei rivoluzionari che coerentemente fanno la scelta di mettersi al servizio delle lotte della nascente classe operaia, perché capiscono che sarà l’unica classe capace di aprire all’umanità la strada di un altro futuro, quello del comunismo.

Il film di Peck ci mostra il mondo nel quale Marx ed Engels hanno forgiato le loro idee. Si vede l’Inghilterra industrializzata e la sua classe operaia, dove le donne hanno già un posto importante. Negli stessi anni, in Germania, degli intellettuali combattono il dispotismo prussiano utilizzando la lingua della filosofia. Marx ed Engels, sorti da questo ambiente, vedono i limiti delle concezioni filosofiche dei loro vecchi compagni, rompono ideologicamente con loro e si volgono verso i militanti operai. Marx espulso dalla Prussia si ritrova in Francia, a Parigi. Partecipa alle riunioni operaie e vi incontra militanti come Proudhon e Bakunin, le cui idee saranno alla base dell’anarchismo.

Poi Marx conosce Engels. I due si trovano subito d’accordo sulla necessità di elaborare per il movimento operaio obiettivi politici basati non soltanto sulla giusta aspirazione all’uguaglianza, ma su una comprensione dello sviluppo storico e della lotta di classe: una concezione scientifica del comunismo.

Con entusiasmo, Marx ed Engels prendono contatto con una delle organizzazioni operaie più importanti dell’epoca, la Lega dei Giusti, e vi aderiscono. Il quartier generale della Lega è a Londra ma ha militanti in tutte le grandi città dell’Europa occidentale. I due giovani rivoluzionari combattono le idee del principale dirigente di questa organizzazione, Weitling, rivoluzionario accanito ma dalle idee imbevute di misticismo.
Il film si conclude con la concretizzazione di questa prima battaglia. La Lega affida ai due militanti la redazione di un nuovo programma: sarà il Manifesto del Partito comunista. Da Lega dei Giusti, l’organizzazione diventa Lega dei comunisti e la sua parola d’ordine, da “tutti gli uomini sono fratelli„, diventa “proletari di tutti i paesi unitevi„. Si fissa come scopo l’espropriazione della borghesia e la collettivizzazione dei mezzi di produzione. Queste idee ispireranno il movimento operaio mondiale e oggi gli sono più che mai necessarie.

Certamente il regista, raccontando questo momento eccezionale della storia da cui è sorto il marxismo; ha messo nel film la sua visione delle cose e dei personaggi. Non dimentica di descrivere il vivere quotidiano di Marx e della sua straordinaria compagna Jenny, che ha rotto con la sua famiglia aristocratica per vivere da rivoluzionaria. Mostra le loro difficoltà finanziarie, come pure la loro espulsione dalla Germania e poi dalla Francia. Dà carne e sangue a questi personaggi storici e li mostra come i militanti rivoluzionari che furono. Rappresentarli nella loro giovinezza ce li rende più vicini e più umani. Marx ed Engels li abbiamo sempre considerati vivi per il loro pensiero, la magia del cinema ce li ha fatti vedere in azione e in carne e ossa.

A. F.


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