Internazionale
Siria:

Una nuova fase della guerra?

La guerra continua in Siria, dove il regime di Bashar al-Assad cerca di riconquistare tutto il territorio, anche a costo di bombardamenti micidiali per la popolazione. Ma non solo: il 10 febbraio, l’aviazione israeliana ha fatto un’incursione nel paese, un intervento militare che si aggiunge a tutti gli altri. Mentre lo Stato islamico (Isis) non controlla più che alcune zone isolate, la Siria diventa il terreno di una nuova guerra tra le varie forze regionali.

Il 20 gennaio, l’esercito turco ha lanciato l’offensiva, cinicamente battezzata ramo d’ulivo, nella regione di Afrin controllata dalle forze curde delle YPG alleate con gli Stati Uniti. Il 7 febbraio, le truppe siriane di Assad tentavano di varcare l’Eufrate vicino a Deir Ezzor, per prendere piede al nord, in un territorio ricco di idrocarburi, controllato dalle milizie curde ed arabe del fronte democratico siriano (FDS). Mentre a Afrin gli Stati Uniti si erano accontentati di commenti verbali contro l’invasione turca, a Deir Ezzor hanno fatto intervenire la loro aviazione ed hanno inviato i loro soldati a combattere i soldati siriani.

Allo stesso tempo, circa 400.000 civili siriani rinchiusi nella zona del Ghouta ad est di Damasco, continuano a subire gli assalti dell’esercito di Assad che, sostenuto dai suoi alleati russi, vuole riprendere il controllo della zona.

Quanto all’intervento israeliano del 10 febbraio, ha comportato il bombardamento di numerosi siti siriani controllati dal regime o dal suo alleato iraniano, e, per la prima volta da tempo, la perdita di un caccia. Per giustificare l’intervento Netanyahou ha accusato l’Iran di avere inviato un drone a sorvolare Israele alcune ore prima. Così, dopo avere agito per milizie interposte, i governi turco, iraniano, israeliano, senza dimenticare quello dell’Arabia Saudita che arma e sostiene dal 2011 milizie siriane ostili ad Assad, si dedicano in Siria ad una guerra sempre più aperta.

Quando la Russia è intervenuta in Siria nell’ottobre 2015, ha permesso agli Stati Uniti di uscire da una brutta situazione, mentre i progressi dell’Isis facevano perdere loro il controllo del territorio. Ma oggi gli Stati Uniti vogliono impedire che la sconfitta dell’Isis porti ad una vittoria totale del regime di Assad e ad un consolidamento dell’influenza dei suoi alleati russo ed iraniano. L’intervento israeliano come il gioco d’influenza dell’Arabia Saudita viene dunque in loro aiuto, mentre la Turchia interviene per conto suo.

La guerra contro l’Isis appena terminata, una nuova fase della guerra in Siria comincia e rischia di estendersi ai paesi vicini. La popolazione siriana e quella di tutta la regione rischiano di pagarla ancora molto cara.

X. L.


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