Internazionale

Trump e le grandi potenze, complici di Israele contro i palestinesi

Dichiarando che intendeva riconoscere Gerusalemme come capitale d’Israele, Trump ha mostrato l’arroganza ed il disprezzo del dirigente imperialista che è. Il fatto che questo buffone ha deciso questa provocazione per motivi di politica interna, per demagogia nei confronti del suo elettorato anti arabo ed anti musulmani, non cambia nulla.

Mentre i palestinesi considerano da sempre questa città come la capitale di un futuro Stato indipendente, Trump ha comunicato loro che per gli Stati Uniti non se ne parla. Ha così sancito ufficialmente l’annessione di Gerusalemme-Est da parte delle truppe israeliane al termine della guerra di giugno 1967. Per “democratici” che gli Stati Uniti pretendano di essere, sostengono le spoliazioni a cui lo Stato d’Israele ricorre da decenni a spese dei palestinesi.

Quando, dopo la seconda guerra mondiale, lo Stato di Israele fu fondato contro la potenza coloniale britannica, ciò rispondeva al legittimo desiderio di numerosi ebrei sopravvissuti alle persecuzioni ed al genocidio nazista, che aspiravano ad avere il loro proprio Stato. Ma non era scritto da nessuna parte che lo si doveva costruire contro il popolo palestinese, il cui diritto ad uno Stato indipendente era altrettanto legittimo: i due popoli avrebbero potuto coabitare su una stessa terra, come succede in tante regioni del mondo. Ma, dall’origine, lo Stato di Israele si è costruito sull’oppressione dei palestinesi, cacciandoli, e spingendoli in campi che ne hanno fatto dei profughi nella loro stessa terra.

Oggi, i palestinesi non hanno uno Stato, ma due territori distinti, rosicchiati dalla colonizzazione, spezzettati da pareti insormontabili e frontiere strettamente controllate; due vaste prigioni a cielo aperto, senza possibilità di sviluppo economico, senza libertà di movimento, sotto il controllo permanente dell’esercito e della polizia israeliani.

La decisione di Trump è stata seguita da numerose critiche, dal segretario dell’ONU a tutti i dirigenti europei. Quanta ipocrisia! Se il piccolo Stato d’Israele ha potuto mantenere sotto il suo giogo il popolo palestinese, è perché da decenni lo può fare con il beneplacito delle grandi potenze. Le risoluzioni dell’ONU hanno condannato le annessioni, la colonizzazione dei territori occupati e la sorte riservata ai palestinesi. Israele le ha potute ignorare perché i suoi dirigenti sanno di avere il sostegno delle grandi potenze.

Per queste ultime, il Medio oriente è un’ex dominazione coloniale, una vasta zona petrolifera dove hanno i loro interessi. Così, con altri stati quale l’Arabia Saudita, Israele svolge nella regione il ruolo di guardiano degli interessi imperialistici. Periodicamente gli stati occidentali possono versare qualche lacrima di coccodrillo sulla sorte dei palestinesi e sgridare il gendarme israeliano, gli affari continuano. Il Primo Ministro israeliano Netanyahou sa che gli stati occidentali lo sosterranno, qualunque cosa faccia nella guerra senza fine che fa ai palestinesi.

In quanto ai dirigenti degli stati arabi, sono altrettanto ipocriti. Nel corso della storia, hanno trattato i palestinesi come nemici, poiché temevano l’esempio che la loro lotta rappresentava per i loro popoli. E non hanno esitato a massacrarli, come in occasione del settembre nero in Giordania nel 1970.

Anche il regime saudita critica la decisione di Trump. Che sinistro scherzo! I re del petrolio trattano la loro popolazione come Israele tratta i palestinesi. Riducono ad una quasi-schiavitù milioni di immigrati che costruiscono le loro città e fanno funzionare i loro pozzi di petrolio. Privano le donne dei diritti più elementari: potere lavorare, studiare, ottenere un passaporto o aprire un conto in banca senza l’autorizzazione del loro marito-padrone. Schiacciano gli yemeniti sotto le bombe. Alla pari di Israele, questo regime feudale e reazionario gode della benevolenza delle grandi potenze, europee in particolare, a cui vende l’oro nero e da cui compra armi mortali.

Si vedrà una nuova Intifada di questa gioventù palestinese senza futuro? La sua sorte illustra in ogni caso quanto questo mondo, disciplinato dagli interessi imperialistici, sia incapace di permettere ai popoli di vivere degnamente. Trump ha portato ai palestinesi un colpo supplementare, ma i suoi complici hanno nome Macron, May, Merkel ed anche Gentiloni. Per preservare il loro ordine, i ricchi ed i potenti di questo mondo condannano un popolo intero alla prigione a vita.

L.O


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