Internazionale
SDA di Carpiano (Milano)

Dopo la serrata, il padrone dovrà pagare

Il 23 novembre gli operai dell’hub di SDA di Carpiano, in periferia milanese, hanno scioperato contro le inaccettabili buste paga di 420 euro ricevute il mese precedente a seguito della serrata aziendale. Nella notte l’azienda ha accettato di integrare questa retribuzione col versamento di 400 euro a testa.

La SDA express courier è una filiale di Poste italiane che per la spedizione dei pacchi dà il lavoro in appalto a cooperative i cui lavoratori, come gli altri lavoratori della logistica, si sono organizzati per lottare contro le condizioni di lavoro e di salario imposte loro dai padroni di queste aziende. Nello scorso settembre erano già entrati in sciopero contro la decisione della precedente cooperativa, la CPL, di licenziare 43 operai in contratto a tempo determinato con scadenza a gennaio. Dopo quattro giorni di sciopero avevano imposto il reintegro di questi lavoratori da parte della nuova cooperativa, la UCSA.

Alcuni giorni dopo però in seguito allo sciopero indetto dal Si Cobas in contrasto col precedente che era stato ad iniziativa del Sol Cobas, la SDA aveva deciso la serrata e mobilitato i capi per attaccare i picchetti. Il conflitto si era concluso provvisoriamente il 12 ottobre con un accordo per la riapertura dell’hub di Carpiano con orari parziali al 50%, con turni quindicinali prorogabili al massimo fino al 20 novembre.

Quindi il 20 novembre tutti i lavoratori sono rientrati al lavoro ma, come conseguenza delle giornate di riposo forzato imposte dalla serrata aziendale, con in tasca solo queste buste paga di 420 euro, per di più nemmeno per tutti visto che 80 operai non hanno ricevuto nemmeno quelli. C’è voluto lo sciopero del 23 novembre per ottenere lo sblocco di 400 euro ad integrazione delle giornate perse.

In questo periodo prenatalizio d’intenso lavoro, il padrone ha capito che era suo interesse mollare rapidamente. Ma un’altra conseguenza dello sciopero è che tra i lavoratori si è ristabilita l’unità, come risultato della lotta e facendo piazza pulita delle pretese di egemonia di questa o quella sigla sindacale.

Sarà indispensabile saper lottare ancora uniti, perché chiaramente non tutto è risolto, né a Carpiano né nel resto del settore della logistica dove il 24 novembre, giorno del cosiddetto "black friday", hanno scioperato anche i lavoratori di Amazon . I padroni del settore hanno bisogno dei lavoratori, e dovranno fare i conti con operai coscienti della forza che rappresentano.

Corrispondenza Milano


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